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FANO - I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Fano e quelli della stazione Carabinieri di Fano hanno denunciato due uomini di origini campane, rispettivamente di 46 e 45 anni, per il reato di truffa aggravata in concorso ai danni di una donna di 72 anni. Alle 11,30 circa dello scorso 12 ottobre, la donna ha ricevuto, prima su linea fissa e poi su quella mobile, una telefonata da un uomo, qualificatosi come “carabiniere”. Il finto agente al telefono le ha detto che l’autovettura del marito era stata coinvolta in una rapina, spingendola a credere che fosse necessario effettuare un confronto tra la refurtiva e i gioielli presenti in casa. La vittima, convinta della bontà della richiesta, si è recata presso l’istituto di credito presso il quale ha una cassetta di sicurezza e ha prelevato diversi monili in oro ed orologi. Una volta rincasata, è stata raggiunta da un uomo, che si è presentato come “perito dei carabinieri”. Prelevati i valori, si è subito allontanato. La conversazione telefonica è continuata e la donna, su invito dell’interlocutore, è stata ulteriormente convinta a raggiungere la stazione ferroviaria di Cesena, per consegnare ulteriori monili e un orologio, ad un uomo, indicato come un nuovo perito, che era in attesa di lei. Complessivamente, il danno subito è stato quantificato in circa 100.000 euro. Le indagini, condotte dai militari attraverso la visione e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno permesso di risalire alla descrizione somatica dei due uomini, autori del reato commesso a Fano e all’autovettura utilizzata per raggiungere la casa della donna. Modello e targa dell’autovettura utilizzata dai presunti truffatori, sono stati diramati a tutte le pattuglie dei Carabinieri in servizio nella zona. Durante il pomeriggio del 13 ottobre, un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile del Comando Compagnia Carabinieri di Fano, ha rintracciato l’autovettura nel centro abitato del comune fanese. Il conducente era proprio il quarantaseienne che, il giorno precedente si era come perito dei Carabinieri, facendosi consegnare dalla 72enne i monili e gli orologi. La perquisizione personale e del veicolo ha consentito di recuperare buona parte della refurtiva, per un valore stimato di 80.000 euro. Successivamente i Carabinieri sono risaliti anche all’identità del complice. La refurtiva, sottoposta a sequestro penale, è stata restituita alla donna.

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