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ANCONA - Nomi eccellenti tra gli otto arrestati dell’operazione “Ricostruzione”, eseguita dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle che ha impegnato circa 230 militari, su presunti illeciti legati alla ricostruzione privata post sisma 2016 e degli appalti pubblici banditi da Regione Marche, Erdis Marche e Università di Camerino.
Tra i nomi di spicco finiti in carcere ci sono Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del governatore Francesco Acquaroli, avvocato ed esponente di lunga data del centrodestra maceratese.
Agli arresti anche Enrico Crucianelli, presidente in carica dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) di Macerata e noto imprenditore.
Un altro imprenditore a finire in manette è Antonio Cervigni, titolare di un’azienda del settore della termoidraulica e dell’impiantistica. Tra gli indagati a piede libero, un commercialista ed un altro conosciuto imprenditore del maceratese. Gli inquirenti stanno indagando sul ruolo delle loro posizioni nell’inchiesta.
La dottoressa Monica Garulli, Procuratore della Repubblica di Ancona, ha convocato una conferenza stampa presso il comando provinciale della guardia di finanza di Ancona, per illustrare i dettagli dell’operazione, che oltre agli 8 arrestati, conta 51 indagati e beni sequestrati per oltre 57 milioni di euro.
Tra le accuse contestate, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione e possibili infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso calabrese e campana, che avrebbero coinvolto pubblici ufficiali e imprenditori.
Più di 50 le perquisizioni effettuate in numerose province italiane: da Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino e Fermo fino a Roma, Napoli, Caserta e Reggio Calabria, con interventi anche in Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo, Veneto e Piacenza.
Nel frattempo, giunge una nota dell’Università di Camerino nella quale si legge che “In relazione alle notizie diffuse oggi sull’operazione “Ricostruzione” condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona, l’Università di Camerino ribadisce che la legalità, la trasparenza e la correttezza amministrativa costituiscono principi fondanti e punti di riferimento fondamentali di tutte le attività dell’Ateneo. L’Ateneo, che nel corso degli anni ha vissuto direttamente le conseguenze del sisma 2016 e ha affrontato con senso di responsabilità il percorso di ricostruzione, ripone piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine. Si rimette pertanto alle valutazioni degli organi competenti, con i quali sta collaborando, nel rispetto dei ruoli istituzionali. L’Università di Camerino continuerà a operare con rigore e a tutela della propria comunità universitaria e del territorio, nella convinzione che il rispetto delle regole sia condizione essenziale per una ricostruzione efficace e per il futuro delle aree colpite dal sisma".