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Controlli a tappeto nelle aziende agricole della provincia di Ancona nell’ambito della campagna straordinaria promossa dal Comando Generale dell’Arma dei carabinieri e coordinata dal Comando Provinciale di Ancona. L’operazione, finalizzata a prevenire gli infortuni sul lavoro e contrastare il fenomeno del caporalato, ha visto impegnati i militari delle Compagnie territoriali insieme al Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Ancona.

Gli accertamenti, condotti attraverso numerosi accessi ispettivi, hanno fatto emergere diverse violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

A Castelfidardo, i carabinieri della Compagnia di Osimo e del NIL hanno denunciato il legale rappresentante di un’azienda agricola per la mancata sottoposizione dei dipendenti alle visite mediche e per l’assenza della formazione obbligatoria. Contestate anche la mancata formazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, l’errata valutazione del rischio incendio e l’installazione non autorizzata di un impianto di videosorveglianza.

A Numana, il titolare di un’altra azienda agricola è stato denunciato per la mancata affissione della cartellonistica di sicurezza e per l’assenza del piano di emergenza ed evacuazione. Nei suoi confronti è stata inoltre disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale. Tra ammende e sanzioni amministrative, gli importi contestati nei due casi superano complessivamente i 7.000 euro, cui si aggiungono 2.500 euro di sanzioni amministrative.

I controlli della Compagnia di Jesi e del NIL hanno interessato due aziende agricole tra Monte San Vito e Morro d’Alba. In un caso è stato contestato il mancato aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi (DVR) con riferimento al rischio ATEX, relativo ad atmosfere potenzialmente esplosive. In un’altra azienda, il titolare è stato denunciato per la mancata manutenzione degli estintori, l’assenza di formazione dei lavoratori, la disinstallazione dei dispositivi di sicurezza di una macchina diraspatrice-pigiatrice e la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale, tra cui calzature antiscivolo. Le ammende complessive hanno superato gli 8.000 euro.

A Fabriano sono stati denunciati i legali rappresentanti di due aziende agricole. Nel primo caso, l’irregolarità riguardava l’installazione di una cisterna destinata a liquidi infiammabili; nel secondo, la mancata sottoposizione dei lavoratori alla visita medica e l’assenza del piano di evacuazione. Le ammende contestate ammontano a oltre 4.000 euro.

A Senigallia, il titolare di un’azienda agricola è stato denunciato per la mancata nomina del medico competente, l’assenza di adeguate misure di prevenzione incendi e il mancato aggiornamento della valutazione dei rischi. In questo caso, le ammende superano i 4.000 euro.

Controlli anche ad Ancona, dove i militari hanno sanzionato il titolare di un’azienda agricola per l’assenza del DVR presso la sede, la mancata formazione degli addetti alla gestione delle emergenze e l’errata installazione di alcune attrezzature. Il legale rappresentante di un’altra azienda agraria è stato invece sanzionato per la mancata formazione del personale sulle emergenze e per l’omessa valutazione del rischio incendio. Complessivamente, sono state contestate ammende per oltre 7.500 euro e sanzioni amministrative superiori a 2.500 euro.

L’attività congiunta dei Carabinieri e del NIL ha portato al deferimento in stato di libertà di nove persone, alla sospensione di un’attività imprenditoriale e all’accertamento di numerose violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Il bilancio complessivo dell’operazione ammonta a 33.372,96 euro di ammende e 5.347,25 euro di sanzioni amministrative. I controlli, sottolineano i Carabinieri, hanno l’obiettivo di rafforzare la tutela dei lavoratori e contrastare ogni forma di irregolarità nel settore agricolo della provincia.

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