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È stato assolto per la particolare tenuità del fatto il vigilante che il 24 settembre 2024 aveva fatto partire accidentalmente un colpo dalla propria pistola di ordinanza all’interno del gabbiotto di sicurezza del pronto soccorso di Torrette, ad Ancona. La sentenza è stata pronunciata ieri dal giudice Pietro Renna, che ha chiuso anche il procedimento per lesioni colpose nei confronti delle due persone rimaste lievemente ferite, dopo il ritiro della querela da parte degli interessati.
L’episodio era avvenuto poco prima delle 6 del mattino e aveva provocato momenti di paura tra le persone presenti nella sala d’attesa del presidio ospedaliero. Il proiettile, un calibro 9 esploso da una pistola semiautomatica Beretta, aveva attraversato la parete del gabbiotto, colpito una seconda superficie e infine trapassato anche una porta antipanico, arrivando nella zona della sala d’attesa.
A processo era finito un 58enne di origine moldava, residente a Senigallia e dipendente della società Fenice Security Services. L’uomo, difeso dagli avvocati Michele Magistrelli e Paolo Campanati, doveva rispondere delle accuse di esplosione pericolosa e lesioni colpose.
Secondo quanto ricostruito durante il procedimento, il vigilante si trovava nel gabbiotto insieme a un collega addetto al portierato e stava riponendo l’arma nella fondina. Proprio durante quella manovra sarebbe partito accidentalmente il colpo. La testimonianza del collega, unico presente all’interno del gabbiotto al momento dello sparo, avrebbe confermato la natura fortuita dell’accaduto: l’arma era in fase di sistemazione e non ci sarebbe stata alcuna intenzione di fare fuoco.
Le conseguenze, fortunatamente, sono state limitate. I frammenti e i detriti provocati dal proiettile avevano raggiunto due persone che si trovavano nella sala d’attesa: una 27enne di Senigallia, residente ad Ancona, e un 49enne anconetano residente a Offagna. Entrambi avevano riportato alcune escoriazioni alle braccia, giudicate guaribili in tre giorni. In quel momento, per fortuna, nessuno si trovava lungo la traiettoria del proiettile.
La difesa, tuttavia, ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza, puntando a ottenere una formula assolutoria più ampia. L’argomentazione è legata anche al fatto che l’uomo, in quanto guardia giurata, era autorizzato a portare e maneggiare l’arma.
Lo sparo accidentale aveva avuto pesanti ripercussioni anche sul piano lavorativo. Il 58enne aveva perso il posto di lavoro e aveva successivamente tentato di ottenere il reintegro, senza però riuscirci. In sede giudiziaria gli è stato riconosciuto il licenziamento senza preavviso, con il conseguente pagamento dell’indennità prevista. Nel frattempo l’uomo ha cambiato occupazione.
A distanza di due anni dall’episodio, dunque, arriva la decisione del tribunale, mentre la difesa si prepara a proseguire la battaglia giudiziaria per ottenere una diversa formula di assoluzione.

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