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MARCHE - Una ricerca regionale condotta dalla federazione Fadoi rivela una realtà clinica di elevatissima complessità: otto pazienti su dieci ricoverati nei reparti di Medicina Interna hanno più di 70 anni. Questi degenti presentano in media quasi cinque patologie concomitanti, un dato che trasforma i reparti nel fulcro della gestione della cronicità complessa e dell’anziano fragile. Nonostante ciò, queste strutture risultano spesso ancora classificate a bassa intensità assistenziale, una definizione che non rispecchia più i bisogni reali dei malati.

Secondo l’indagine, l’82% dei ricoverati supera i 70 anni con una media di 4,68 comorbidità. Il 64% dei medici internisti ritiene che tali pazienti richiedano cure di livello medio-alto o alto. Questa discrepanza tra classificazione ufficiale e realtà clinica genera una dotazione organica insufficiente: si stima una carenza del 12% tra i medici e del 15% tra gli infermieri, con pesanti ricadute sulla sostenibilità dei turni e sulla sicurezza delle cure.

La pressione organizzativa è evidente anche sul fronte della ricettività: il tasso medio di occupazione dei posti letto raggiunge il 100% e nel 59% dei reparti si registra un costante overbooking. Questa saturazione influisce direttamente sui tempi di attesa nei Pronto Soccorso, dove il fenomeno del "boarding" è giudicato grave nell’86% dei casi. Il rallentamento dei percorsi assistenziali diventa così un ostacolo strutturale alla fluidità del sistema sanitario regionale.

Le criticità si estendono oltre le mura ospedaliere, evidenziando una difficile integrazione con il territorio: circa il 26% dei ricoveri potrebbe essere evitato con una migliore gestione dei pazienti fragili a domicilio. Inoltre, il 27% dei posti letto è occupato impropriamente da persone clinicamente dimissibili ma impossibilitate a lasciare l’ospedale per mancanza di risposte socio-assistenziali esterne. Per Anna Maria Schimizzi, presidente regionale Fadoi, la riclassificazione a medio-alta intensità di cura è ormai un passaggio fondamentale per garantire cure appropriate e rispondere all’evoluzione demografica della popolazione.

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