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Non è di Ascoli Piceno, bensì della provincia di Ancona il nuovo compagno di Federica Torzullo, la 41enne uccisa dal marito Claudio Carlomagno, reo confesso oggi davanti al gip di Civitavecchia e accusato di femminicidio e occultamento del cadavere in un terreno vicino alla sua azienda ad Anguillara Sabazia.
E’ stato proprio il partner marchigiano della donna, che si stava separando dal marito, a chiamare la sorella della vittima, preoccupato del fatto che Federica non rispondesse più ai suoi messaggi e telefonate. Era la mattina del 9 gennaio. Solo nel pomeriggio Carlomagno si è recato in caserma per denunciare la scomparsa della donna e far scattare le ricerche.
Ma Federica era già stata ammazzata con 23 coltellate, di cui 19 al collo e al volto, poi bruciata e amputata in alcune parti, prima di essere seppellita.
Il marito deve rispondere infatti oltre che di femminicidio (per la prima volta dopo l’entrata in vigore dell’omonima legge), anche di occultamento di cadavere.
Secondo gli inquirenti il delitto ha un movente passionale, dettato dal fatto che Carlomagno non accettava la fine del matrimonio con la madre di suo figlio e che lei stesse per rifarsi una vita.
Secondo alcuni quotidiani nazionali, in attesa delle rispettive separazioni, Federica e il compagno anconetano si vedevano ogni 15 giorni, ad Ascoli Piceno, ma l’uomo, come detto risiede nel capoluogo dorico.
«Lunedì 12 gennaio saremmo dovuti andare insieme dall’avvocato» racconta il nuovo partner al Messaggero.
Quando non ha risposto al telefono, «ho contattato la sorella perché ero preoccupato». «Federica non poteva essere scomparsa nel nulla». «Io la cercavo, ma lei non rispondeva».
Il nuovo compagno racconta dei messaggi WhatsApp non letti, del cellulare che squillava a vuoto e di quello strano silenzio. «Si potevano immaginare tante cose, ma mai che suo marito, da cui Federica si stava separando, l’avesse aggredita e pugnalata ferocemente».
Carlomagno avrebbe utilizzato una lama bi tagliente, ma al momento l’arma non è stata ancora trovata dagli inquirenti.
«In un attimo il mondo è venuto giù, Federica ci è stata strappata in maniera atroce, il dolore è immenso», racconta ancora il compagno marchigiano, spiegando poi la scelta del riserbo: «Non voglio strumentalizzare questa perdita, nel rispetto di Federica, delle nostre famiglie e dei nostri figli». «Ero vicino a lei con delicatezza e rispetto, pur vivendo lontano, aspettando un giorno che ci avrebbe visti insieme». Quel giorno purtroppo non è mai arrivato.
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