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Rompe il silenzio il genitore della studentessa ascolana vittima di violenza per mesi, con scritte sessiste nei sui confronti sui muri della scuola e chiede che: "Si faccia piena luce sulla vicenda".

Una vicenda che riguarda la figlia 16enne, presa di mira da graffiti offensivi e inviti al suicidio, comparsi a partire da settembre e attribuiti a un coetaneo, individuato dalle forze dell’ordine nella notte del 7 gennaio, mentre stava per realizzare nuove scritte sulle pareti di un edificio scolastico.

Il padre della giovane vittima ha deciso di intervenire pubblicamente per chiarire la propria posizione.

"La violenza nei confronti di mia figlia si è protratta per mesi ed è stata grave e reiterata", afferma: "per questo trovo inaccettabile che, nel commentare l’accaduto, si faccia riferimento alla provenienza del responsabile da una cosiddetta buona famiglia, come se questo potesse attenuare la gravità dei fatti".

L’uomo sottolinea di non voler alimentare contrapposizioni, ma chiede rispetto per la sofferenza subita dalla figlia. "Ho il massimo rispetto per la famiglia del ragazzo, - precisa il padre della ragazza - che come noi sta vivendo un periodo difficile, ma il rispetto non può tradursi nella minimizzazione del dolore di una vittima".

Annuncia inoltre di essersi affidato a un legale: "Ho conferito mandato a uno studio legale e attendo che venga fatta piena luce nelle sedi competenti. La violenza, anche quando riguarda dei minori, va riconosciuta e chiamata con il suo nome. Il supporto alle vittime deve restare il punto fermo di ogni riflessione".

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