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PESARO - "Mi sembra il Circo Barnum, con l’opposizione che corre a pestare i piedi all’avvocata Pia Perricci, rappresentandone addirittura una brutta copia", così il vicesindaco Daniele Vimini dopo la conferenza stampa convocata dall’opposizione (a cui ha partecipato anche Perricci) in merito alla delibera n. 119 del 26 marzo 2025 di ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) sulla “Presunta inconferibilità degli incarichi di Presidente del CdA della Fondazione Pescheria Centro Arti Visive e il Presidente del CdA della Fondazione Rossini Opera Festival” sollevata nei mesi scorsi.

"C’è poco da interpretare, il legislatore dà ragione al Comune togliendola ad Anac perché riconosce – tramite un aggiornamento di legge - come valida e legittima, una prassi consolidata nelle Marche e nel resto d’Italia». «Il Comune di Pesaro – spiega Vimini - si è attenuto a una tradizione istituzionale ricorrente nella regione Marche ma anche nel resto d’Italia, che è quella per la quale si hanno componenti dell’organismo politico (molto spesso sindaci ma anche componenti della giunta) posti al vertice di organismi di promozione culturale riconducibili all’Amministrazione comunale. Il legislatore ha confermato la bontà di questa “tradizione” abrogando la previsione di inconferibilità contenuta nella norma; quindi nei fatti dando ragione al Comune di Pesaro, svuotando di senso le obiezioni di Anac". L’aggiornamento del legislatore a cui fa riferimento il vicesindaco è la L. 15 del 21/2/2025 che abroga l’articolo 7 comma 2 del decreto legislativo n. 39 del 2013 (recante appunto l’ipotesi di inconferibilità sopra citata).

La lettura della delibera dell’Anac consente di formulare un triplice ordine di considerazioni. «La prima, è che il legislatore ha soppresso l’ipotesi di inconferibilità dell’incarico, ed è veramente singolare che si pretenda oggi di invalidare un atto (quello dell’incarico di Vimini alla presidenza della Fondazione di agosto 2024, ndr) che è appunto, pienamente, conforme a legge. In ogni caso il Comune di Pesaro ha in corso gli approfondimenti per l’eventuale rinnovazione degli atti di nomina». La seconda considerazione è sugli atti sin qui adottati dagli organi amministrativi delle Fondazioni interessate, «rimangono validi ed efficaci, in quanto, da una parte non sono mai stati contestati da qualsivoglia parte interessata e, dall’altra, perché trova applicazione il principio di salvaguardia degli effetti verso terzi. Tutt’altro scenario rispetto a quello che, irresponsabilmente, l’opposizione ha vagheggiato oggi".

Vimini sottolinea infine la terza considerazione: "L’Anac non irroga alcuna sanzione; rimette solamente la valutazione ai responsabili dei singoli enti interessati, i quali non potranno che prendere atto dell’intervenuta abrogazione della fattispecie di inconferibilità".

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