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Dieci anni di reclusione. La Corte d’Appello dell’Aquila conferma la condanna di primo grado per un 40enne di Silvi, istruttore di arti marziali. E’ accusato di violenza sessuale continuata e aggravata nei confronti di quattro allieve minorenni delle quali avrebbe abusato con la scusa di doverle pesare nude.
Le ragazze, all’epoca dei fatti, avevano tra gli 11 e i 13 anni. E proprio dalla testimonianza della più piccola era partita l’indagine.
I giudici di secondo grado hanno respinto il ricorso della difesa, confermando integralmente la sentenza. Gli abusi, secondo l’impianto accusatorio accolto nei due gradi di giudizio, sarebbero avvenuti all’interno di una struttura sportiva abruzzese.
L’inchiesta era partita dalle denunce dei familiari di alcune delle giovani atlete. Dalle prime segnalazioni sarebbero emersi altri episodi e altre testimonianze.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’istruttore avrebbe approfittato del proprio ruolo e del rapporto di fiducia instaurato con le ragazze.
Tra gli elementi raccolti durante le indagini anche le conversazioni attraverso WhatsApp e le testimonianze delle minorenni. Particolarmente delicata la ricostruzione di alcuni episodi che sarebbero avvenuti durante le attività in palestra.
In primo grado, nell’aprile scorso, era arrivata la condanna a dieci anni di carcere con rito abbreviato. Ora la conferma in appello. Per l’uomo, che si trova ai domiciliari, anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto di avvicinamento ai minori.
Sul fronte sportivo, l’istruttore era già stato radiato definitivamente dalla federazione di riferimento, che aveva disposto la massima sanzione disciplinare.
Una vicenda che riporta al centro il tema della tutela dei minori negli ambienti sportivi.