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E’ uno stillicidio che non accenna a fermarsi, quello delle morti sul lavoro in Italia: oggi una giornata tragica con quattro vittime in altrettanti episodi, senza distinzione tra Nord e Sud, tra grandi e piccole aziende.
E una quinta vittima è spirata in ospedale, a distanza di cinque giorni dall’incidente. Si tratta di Tommasino Calvaresi, operaio 70enne di San Benedetto del Tronto rimasto gravemente ferito il 29 ottobre dopo essere caduto da un’impalcatura di circa tre metri in un cantiere edile ad Acquaviva Picena (Ascoli Piceno).
Una strage che quest’anno ha raggiunto e superato quota 700, secondo i dati Inail, e circa 404.809 denunce totali di infortuni in occasione lavorativa, in aumento del 5,4% rispetto all’anno scorso.
L’evento più tragico è avvenuto all’interno dello stabilimento Fincantieri di Porto Marghera (Venezia), dove un operaio romeno di 34 anni ha perso la vita mentre si trovava all’interno di una nave in costruzione. Verso le ore 11.00 è stato improvvisamente colto da malore. Altri due colleghi di cantiere hanno avuto un malessere e sono stati soccorsi dal Suem 118, accorso assieme allo Spisal dell’Ulss 3. Per l’operaio purtroppo non c’è stato nulla da fare.
Gli esperti del Nucleo regionale Nucleare batteriologico chimico radiologico dei Vigili del fuoco hanno effettuato misurazioni e campionamenti; in via cautelativa tutte le analoghe attività sono state interrotte ed i lavoratori allontanati. L’area è stata posta sotto sequestro.
Il mese scorso alla Fincantieri di Ancona due operai stranieri erano rimasti gravemente ustionali a seguito di una fiammata mentre lavoravano: uno era morto quasi sul colpo, l’altro la scorsa settimana.
Ieri, sempre nelle Marche, l’ultima morte bianca in uno cartonificio a Fabriano.