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CERRETO D’ESI - Un primo risultato importante per il futuro di Electrolux in Italia e, soprattutto, per lo stabilimento di Cerreto d’Esi. Dopo due giorni di trattative al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stata raggiunta l’intesa sul nuovo piano industriale del gruppo, che prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti, la salvaguardia di tutti i siti produttivi italiani e una significativa riduzione degli esuberi inizialmente annunciati dall’azienda.
Per il territorio marchigiano, il punto centrale dell’accordo riguarda proprio Cerreto d’Esi, per il quale viene garantita la continuità produttiva e occupazionale fino alla definizione e all’attuazione di un piano di reindustrializzazione da concordare tra le parti. Un passaggio fondamentale per un sito che rappresenta un presidio industriale e occupazionale di grande importanza per l’intera area.A confermare i contenuti dell’intesa è stato anche l’assessore regionale Tiziano Consoli, presente al tavolo ministeriale durante la giornata di trattativa. La posizione della Regione è stata chiara: mantenimento dello stabilimento di Cerreto, del personale e dei volumi produttivi fino al 2029 o, comunque, fino al completamento del percorso di reindustrializzazione. Consoli ha però mantenuto un atteggiamento prudente, sottolineando che la soddisfazione potrà essere espressa soltanto dopo la firma definitiva dell’accordo. «La nostra soddisfazione è legata alla firma dell’accordo, fino a quel momento non possiamo esprimerci. Fin qui possiamo dire che sono state recepite le richieste del fronte compatto che si è creato tra ministero, regione e sindacati», ha dichiarato al termine della riunione.
L’intesa rappresenta un passo avanti rispetto allo scenario iniziale prospettato da Electrolux, che aveva annunciato 1.719 esuberi. Il nuovo piano prevede un massimo di 902 uscite, secondo quanto comunicato dal Mimit, da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali. La Fiom-Cgil parla invece di 918 eccedenze nell’ipotesi di accordo illustrata alle organizzazioni sindacali.
Tra i risultati raggiunti, il sindacato evidenzia anche il rafforzamento degli investimenti, passati dai 90 milioni inizialmente previsti a oltre 100 milioni, con il 72% destinato al prodotto e il 28% ai processi produttivi. Il piano contempla inoltre la realizzazione di 140mila lavasciuga nello stabilimento di Porcia e il mantenimento della produzione degli attuali modelli di lavatrici fino alla fine del piano industriale.
«La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di questi mesi ha determinato un importante risultato», hanno dichiarato Samuele Lodi, segretario generale Fiom-Cgil, e Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile del settore elettrodomestico.
Per la Fiom, l’accordo consente di respingere il progetto di dismissione e disimpegno che l’azienda aveva inizialmente prospettato, garantendo prospettive occupazionali e produttive per tutti gli stabilimenti italiani: Cerreto d’Esi, Forlì, Porcia e Pordenone, Solaro e Susegana.
Un altro elemento significativo riguarda il ricambio generazionale. Il Governo si è impegnato, su richiesta sindacale, a rifinanziare i contratti di espansione, così da favorire nuove assunzioni e offrire maggiori opportunità ai lavoratori più giovani. È stato inoltre previsto un sistema di monitoraggio degli impegni assunti e degli organici nei singoli stabilimenti, con verifiche ogni tre mesi.
Per Cerreto d’Esi, dunque, si apre una fase decisiva. La continuità produttiva e occupazionale rappresenta una garanzia nell’immediato, ma la vera sfida sarà costruire un progetto industriale capace di assicurare un futuro stabile al sito anche attraverso la reindustrializzazione.
L’ipotesi di accordo dovrà ora essere sottoposta al giudizio delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso un referendum. Solo dopo il loro pronunciamento si potrà comprendere se il percorso individuato potrà diventare la base definitiva per il futuro di Electrolux in Italia e, in particolare, per quello dello stabilimento di Cerreto d’Esi.