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ASCOLI PICENO - La cassa integrazione nel Piceno è aumentata del 192,7% nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Le ore autorizzate sono passate da 846mila a 2 milioni e 477mila, un incremento che colloca la provincia tra le situazioni più critiche delle Marche. È quanto emerge dai dati Inps elaborati dall’Ires Marche, sui quali interviene la Cgil di Ascoli.
"Dati assolutamente allarmanti", commenta il segretario generale della Cgil provinciale Daniele Lanni, che sottolinea come il peggioramento sia proseguito anche dopo un primo trimestre già caratterizzato da segnali preoccupanti. "Un territorio che arriva a sfiorare in soli nove mesi 2 milioni e mezzo di ore di cassa integrazione è un territorio in gravissima crisi". Secondo le stime del sindacato, il monte ore registrato equivale a oltre 1.700 posti di lavoro in meno. "La cassa integrazione significa contrazione dei salari, instabilità e incertezza. Migliaia di lavoratrici e lavoratori non hanno certezze sul proprio futuro occupazionale e, mese dopo mese, devono sperare di poter lavorare", aggiunge Lanni.
La situazione del Piceno sarà al centro della mobilitazione proclamata dalla Cgil per il 20 novembre, giornata di sciopero generale nazionale. La manifestazione provinciale si svolgerà ad Ascoli Piceno, con concentramento alle 10 in piazza Matteotti e corteo fino a piazza Simonetti. Il sindacato chiederà anche la riapertura di un tavolo istituzionale sulle problematiche del lavoro, denunciando le difficoltà dei cassintegrati alle prese anche con i rincari di energia, carburanti, spesa e sanità. "Di fronte a questi dati non possiamo continuare a mettere la testa sotto la sabbia", conclude Lanni.