Condividi:

ANCONA - Lavoravano regolarmente come colf, badanti e assistenti familiari, ma non dichiaravano al Fisco i compensi percepiti. La Guardia di Finanza di Ancona ha individuato 63 evasori totali nel settore del lavoro domestico, per un totale di circa 2,5 milioni di euro di redditi sottratti alla tassazione.

L’operazione, condotta dal Gruppo di Ancona, è stata sviluppata attraverso l’incrocio delle banche dati del Corpo e la collaborazione con gli enti previdenziali. Nel mirino sono finiti collaboratori domestici e persone impegnate nell’assistenza agli anziani, anche ricoverati nelle strutture ospedaliere del capoluogo. I controlli hanno riguardato le dichiarazioni IRPEF relative al periodo 2020-2024. I soggetti individuati, pur avendo percepito compensi superiori alla soglia di esenzione fiscale, avevano omesso di presentare le dichiarazioni, nascondendo così al Fisco l’intero reddito prodotto.

Dalle verifiche è emerso anche che molti lavoratori, soprattutto stranieri, beneficiavano di vitto e alloggio a carico dei datori di lavoro. Una condizione che consentiva di ridurre le spese personali e destinare una parte consistente degli stipendi al risparmio o alle rimesse verso i Paesi d’origine. Alcuni degli interessati avrebbero giustificato le omissioni richiamando consuetudini diffuse nel settore o indicazioni ricevute verbalmente da terzi. Un dato, però, emerge con particolare rilievo: l’87 per cento dei controllati, dopo le contestazioni delle Fiamme Gialle, ha già avviato le procedure per regolarizzare la propria posizione, presentando le dichiarazioni fiscali mancanti. L’operazione conferma l’attenzione della Guardia di Finanza nel contrasto all’evasione fiscale e nella tutela dell’equità tra i contribuenti.

Tutti gli articoli