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MACERATA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere Antonio Ezechielli, l’imprenditore maceratese di 62 anni finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta sui presunti episodi di corruzione e sulle irregolarità negli appalti legati alla ricostruzione post terremoto nelle Marche.
L’interrogatorio di garanzia si è svolto nel pomeriggio di venerdì 30 ottobre, davanti alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona, Sonia Piermartini, all’interno del carcere di Montacuto, dove l’imprenditore è detenuto. All’udienza ha preso parte, in collegamento da remoto, il suo difensore, l’avvocato Sergio Del Medico.
Le accuse e il presunto sistema degli appalti
Ezechielli è coinvolto nell’indagine che ipotizza l’esistenza di un sistema finalizzato a influenzare l’assegnazione di appalti pubblici connessi alla ricostruzione dei territori marchigiani colpiti dal terremoto del 2016.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, ancora tutta da verificare nelle sedi giudiziarie, l’imprenditore avrebbe agito insieme ad Antonio Cervigni e a Fabio Pistarelli, ex capo di Gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
L’accusa sostiene che i tre avrebbero fatto parte di un gruppo organizzato per condizionare alcune procedure di affidamento dei lavori. In particolare, Pistarelli avrebbe ricevuto dai due imprenditori benefici economici e altre utilità per un valore complessivo di circa 105mila euro, tra cui somme in contanti per almeno 60mila euro.
Le ipotesi di reato contestate a Ezechielli comprendono la corruzione e la turbativa d’asta.
La difesa: «Serve tempo per esaminare gli atti»
La decisione di non rispondere alle domande della gip, secondo quanto spiegato dall’avvocato Sergio Del Medico, sarebbe legata alla necessità di approfondire la documentazione giudiziaria.
Ezechielli, infatti, sarebbe rientrato dalla Cina soltanto il 27 ottobre, senza avere quindi il tempo necessario per confrontarsi adeguatamente con il proprio difensore e analizzare il contenuto dell’ordinanza cautelare, composta da ben 738 pagine.
La difesa ha precisato che l’imprenditore intende chiarire la propria posizione dopo un’attenta valutazione degli atti e degli elementi raccolti dagli investigatori.
Possibile ricorso al Tribunale del Riesame
Tra le prossime iniziative difensive potrebbe esserci anche un ricorso al Tribunale del Riesame, con l’obiettivo di ottenere la revoca della misura cautelare in carcere.
La decisione non risulta ancora formalizzata, ma rappresenta una delle strade che il legale sta valutando dopo l’interrogatorio di garanzia.
L’inchiesta prosegue per accertare eventuali responsabilità nella gestione degli appalti collegati alla ricostruzione post sisma, un settore particolarmente delicato per le comunità marchigiane ancora impegnate nel recupero dei territori devastati dal terremoto.
Le accuse sono al momento ipotesi investigative e per tutte le persone coinvolte vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.