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Dopo l’ultima bocciatura sul ponte Garibaldi, gli ambientalisti pensano ora ad un referendum.
Nonostante il Consiglio di Stato abbia respinto il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste Italia Nostra, Gruppo Società Ambiente (Gsa) e Confluenze, le tre sigle non accennano a fermarsi.
Le tre associazioni, che ricordano di aver raccolto oltre diecimila firme, contestano la rigidità normativa e denunciano il mancato recepimento dei rilievi della Soprintendenza, l’assenza del passaggio della variante in Consiglio comunale ed il mancato rispetto delle nuove tutele del Pai elaborate proprio dopo l’alluvione 2022.
"Prendiamo atto della decisione – si legge in una nota - ma ribadiamo la validità delle nostre ragioni: questo progetto rimane uno scempio urbanistico, un’opera invasiva e del tutto incompatibile con l’impianto settecentesco del centro storico e dei Portici Ercolani".
La questione rischia ora di spostarsi sulle consultazioni popolari: Marco Lion, referente di Italia Nostra e consigliere comunale (Senigallia Cambia - Avs), ha annunciato l’intenzione di attivarsi per un referendum cittadino affinché la decisione finale sull’opera spetti direttamente ai cittadini senigalliesi.