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MUCCIA - "Andrò e dirò tutto quello che so": così il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha risposto a Muccia a una domanda sull’eventualità di essere convocato dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sul sisma nella quale è finito in manette anche il suo ex capo di gabinetto Fabio Pistarelli.
La dichiarazione è arrivata a margine del consiglio regionale aperto, concluso dal presidente con un intervento durato circa 32 minuti.
Acquaroli ha detto di non entrare nel merito delle vicende giudiziarie e ha ribadito di aver sempre chiesto ai collaboratori il rispetto delle regole e la segnalazione di eventuali anomalie.
"Sono una vittima, insieme ai marchigiani, alle istituzioni e alle comunità colpite dal sisma, che non meritavano assolutamente questa situazione".
Lo ha detto il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, durante il suo intervento conclusivo e rispondendo ai giornalisti a margine del consiglio regionale aperto a Muccia, parlando all’inchiesta sul sisma.
"Se avessi saputo, avrei denunciato", ha aggiunto, ricordando di aver trasmesso alle autorità competenti le risultanze della commissione tecnica su Atim e di aver presentato una querela per diffamazione contro chi sosteneva che intervenisse nella gestione della vicenda.
"Corruzione e mafia non le conosco, non le conosco e non voglio conoscerle" - ha aggiunto il governatore della Regione Marche, spiegando di aver sempre "chiesto ai dirigenti regionali il rispetto delle regole e di non volere ingerenze nella gestione". "Quando queste ingerenze avvengono devono essere comunicate e segnalate", ha aggiunto, spiegando che non può essere presente in ogni ambito della Regione e degli enti collegati.