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Rafforzare il coordinamento nelle emergenze, condividere competenze e promuovere la formazione dei volontari. Sono questi i principali obiettivi del Protocollo d’intesa tra la Regione Marche e la Repubblica di San Marino, sottoscritto nei giorni scorsi sul Titano dall’assessore regionale alla Protezione civile, Tiziano Consoli, e dal segretario di Stato per il Territorio, l’Ambiente e la Protezione civile, Matteo Ciacci.
L’accordo, firmato nell’ambito della manifestazione «Scuola in campo», aggiorna e rinnova l’intesa siglata nel 2023, adeguandola anche alle disposizioni della nuova legge regionale marchigiana sulla Protezione civile. Al centro dell’iniziativa c’è la volontà di consolidare la collaborazione tra i due territori, migliorando la capacità di prevenire e affrontare situazioni di rischio attraverso una rete condivisa di risorse ed esperienze.
«La collaborazione tra istituzioni e territori è fondamentale per rafforzare il sistema di Protezione civile e garantire la sicurezza delle comunità», ha sottolineato Consoli, evidenziando l’importanza del Protocollo anche per strumenti di allertamento come IT-alert. L’obiettivo è migliorare la diffusione delle segnalazioni in caso di emergenza e rendere più efficace il coordinamento degli interventi.
Un ruolo centrale sarà affidato anche al volontariato, elemento essenziale del sistema di Protezione civile. La collaborazione già avviata tra Marche e San Marino ha infatti coinvolto le organizzazioni appartenenti alla Colonna mobile regionale, con particolare riferimento a quelle operative nei Comuni marchigiani confinanti con il territorio sammarinese.
L’intesa si inserisce nel percorso di «Scuola in campo», iniziativa dedicata alla formazione dei volontari e allo scambio di esperienze tra le diverse organizzazioni. La manifestazione ha rappresentato anche un’occasione per avvicinare i cittadini alle attività della Protezione civile, illustrando il contributo svolto dagli operatori nella prevenzione dei rischi e nella gestione delle emergenze.
Per dare concreta attuazione agli impegni assunti sarà costituito un comitato di lavoro congiunto, incaricato di programmare e coordinare le attività previste dal Protocollo. Un organismo che dovrà favorire la continuità della collaborazione e tradurre l’intesa in iniziative operative a tutela delle comunità e dei rispettivi territori.