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PESCARA - Un patrimonio da circa 11 milioni e mezzo di euro, accumulato secondo gli investigatori attraverso attività illecite e successivamente reinvestito in società, immobili e attività commerciali. È quanto confiscato dalla Guardia di Finanza di Pescara a un imprenditore di origini teramane, deceduto, che operava a Montesilvano nei settori finanziario, edile e immobiliare.

Il provvedimento è stato disposto in primo grado dal Tribunale di Chieti, in applicazione del Codice Antimafia, ed eseguito su delega della Procura della Repubblica di Chieti. I beni erano già stati sottoposti a sequestro nel 2019. L’imprenditore era stato arrestato nel 2015 perché ritenuto a capo di un’organizzazione dedita sistematicamente a reati fiscali e fallimentari, con l’obiettivo di sottrarre al fisco imposte e contributi. Secondo gli investigatori, i profitti illeciti accumulati per sé e per i familiari avrebbero superato i 100 milioni di euro.

Nel corso degli ultimi vent’anni, l’uomo era stato coinvolto in numerosi procedimenti penali e aveva riportato diverse condanne, alcune definitive, per reati tra cui associazione per delinquere, estorsione, bancarotta fraudolenta e violazioni ambientali e fiscali. Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito la consistenza del patrimonio e i flussi di denaro, evidenziando, secondo i giudici, una sproporzione tra i beni disponibili e i redditi dichiarati. Da qui la valutazione di pericolosità sociale sul piano economico e la riconducibilità dei beni ad attività illecite o al reinvestimento dei relativi proventi.

La confisca comprende aziende, tra cui uno stabilimento balneare, quote societarie, 71 fabbricati e 13 terreni in provincia di Pescara. Nel provvedimento rientrano anche i saldi dei rapporti finanziari intestati a dieci società e otto persone fisiche. L’operazione è tra le più rilevanti eseguite in Abruzzo nell’ambito della normativa antimafia. L’obiettivo è impedire che ricchezze di provenienza illecita entrino nell’economia legale, tutelando la concorrenza, le imprese e i cittadini onesti. La confisca è, tuttavia, un provvedimento di primo grado: i suoi effetti diventeranno definitivi soltanto con l’irrevocabilità della decisione.

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