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ASCOLI - L’opposizione abbandona l’aula tra urla, accuse e parole grosse. Si chiude dopo appena mezz’ora, con gran parte dei punti all’ordine del giorno rinviati, il Consiglio comunale di Ascoli, travolto dallo scontro tra maggioranza e minoranza sugli attacchi social seguiti all’inaugurazione del cantiere di Palazzo Saladini Pilastri avvenuta lo scorso 8 ottobre.

A far esplodere la tensione sono le parole del sindaco Marco Fioravanti, che difende i dipendenti comunali e i bambini finiti nel mirino sui social. La replica del consigliere Gregorio Cappelli è immediata: “Non si permetta, sindaco, di definirci bulli”. Il confronto degenera rapidamente, fino alla decisione dei consiglieri di minoranza di lasciare l’aula. La seduta si era aperta con un minuto di silenzio in memoria di Andrea Cennerini, il 24enne di Venarotta morto nell’incidente stradale avvenuto lunedì pomeriggio. Poco dopo, il clima è cambiato radicalmente.

Fioravanti ha espresso “un messaggio di solidarietà e di scuse” a tutti i dipendenti comunali, “bullizzati e massacrati sui social” per aver partecipato all’inaugurazione di quello che ha definito “il cantiere più grande della storia del Comune di Ascoli”. Nel mirino, secondo il primo cittadino, anche i bambini presenti all’appuntamento, bersagliati sui social con commenti e fotomontaggi per uno striscione dedicato alla premier Giorgia Meloni. “Non toccate i bambini, vergognatevi”, ha tuonato Fioravanti, precisando che lo striscione era stato realizzato spontaneamente dai piccoli presenti. È a quel punto che Cappelli ha preso la parola per contestare le dichiarazioni del sindaco: “Non si permetta, sindaco, di definirci bulli”.

Ne è nato un acceso botta e risposta, tra grida e accuse reciproche, culminato con l’uscita dei consiglieri di opposizione. Una rottura che ha di fatto bloccato i lavori, lasciando in sospeso quasi tutti gli argomenti previsti. Nel suo intervento, il sindaco ha affrontato anche i fatti di Milano, dove durante le manifestazioni dello scorso fine settimana sono state danneggiate alcune vetrine del centro. “Condanniamo fermamente i delinquenti e siamo vicini alle forze dell’ordine. Non possiamo più far finta di niente”, ha dichiarato, criticando chi, anche politicamente, cerca di giustificare la violenza.

Prima dello stop, il Consiglio è riuscito ad approvare all’unanimità il bilancio consolidato relativo all’esercizio 2025 e la delibera sul servizio della sosta pubblica a pagamento. Quest’ultima prevede l’affidamento alla neonata società in house Multiservizi Piceni del parcheggio di San Pietro in Castello, con 74 posti, e dell’area camper vicino allo stadio, che sarà inaugurata a breve. Rinviati tutti gli altri punti, dalla mozione per un museo della memoria della Resistenza ascolana a quella sui test periodici per alcol e droghe agli amministratori pubblici. Amaro il commento finale del sindaco: “Una delle pagine più brutte nella storia del Consiglio comunale”. E ancora: “Vado via molto dispiaciuto. Un’opposizione che scappa è una sconfitta per la democrazia”.

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