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Ha fatto credere alla madre di essere stato rapito, chiedendole urgentemente del denaro per saldare alcuni debiti. Ma il presunto sequestro si è rivelato una messinscena. Protagonista della vicenda un trentenne di Macerata, già noto alle forze dell’ordine, denunciato dai carabinieri per simulazione di reato.
L’episodio è emerso nella giornata di martedì 20 ottobre, quando la madre del giovane, una donna di 58 anni, si è rivolta ai militari dell’Arma per segnalare la scomparsa del figlio, che si era allontanato da casa il 18 ottobre.
A far scattare l’allarme erano stati alcuni messaggi ricevuti dalla donna nelle ore precedenti. Il trentenne sosteneva di trovarsi nelle mani di altre persone, che lo avrebbero trattenuto contro la sua volontà, e chiedeva l’invio immediato di somme di denaro per far fronte a debiti accumulati in passato.
Una situazione che aveva comprensibilmente preoccupato la madre, spingendola a chiedere aiuto ai carabinieri.
I militari della Stazione di Macerata, insieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile, hanno avviato gli accertamenti per ricostruire gli spostamenti del giovane e verificare quanto riferito nei messaggi.
Le ricerche hanno consentito di rintracciare rapidamente il trentenne nell’abitazione di una conoscente, sempre a Macerata. L’uomo è stato trovato in buone condizioni di salute e, soprattutto, libero di muoversi.
Gli approfondimenti investigativi hanno quindi escluso che fosse stato sequestrato o trattenuto da altre persone. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, sarebbe stato lo stesso giovane a inventare il rapimento e a inviare alla madre le richieste di denaro.
Al termine degli accertamenti, il trentenne è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria con l’accusa di simulazione di reato.
Una vicenda che, partita come una possibile emergenza legata alla scomparsa di una persona, si è conclusa con una denuncia a carico di chi aveva lanciato il falso allarme.