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PESARO. La trattativa con Sandrino Spingardi dura diversi minuti. "Non vi avvicinate ho un’arma". Il 71enne è barricato nella sua roulotte. Pochi istanti prima ha colpito mortalmente alla testa la cognata Griselda Cassia Nunez. Nel casolare lì a fianco era in corso la festa della nipote di cinque anni, per la fine dell’asilo. I carabinieri cercano di calmarlo, si avvicinano a lui. Si punta la pistola alla nuca, preme il grilletto, ma l’arma si inceppa. Ci prova una seconda volta. Ma il proiettile non parte. Gli uomini dell’arma intervengono, lo bloccano con il taser. In tribunale a Pesaro, è iniziata l’udienza in corte d’assise che vede imputato Spingardi per l’omicidio della 44enne. I carabinieri della stazione di Marotta e Fano hanno ricostruito le fasi concitate di quella sera dell’11 luglio 2025. "Man mano che parlavo con lui, mi avvicinavo sempre di più". Il Capitano Giuseppe Esposito, Comandante Carabinieri Fano, ha guidato la trattativa con Spingardi. Lo invitavo a calmarsi, a desistere, "agitava la pistola in maniera compulsiva" ha detto Esposito. Poi il tentativo di suicidio dell’uomo, poco dopo i carabinieri riescono a bloccarlo con l’utilizzo del taser. Ferita da due proiettili al volto e all’addome anche Kenia Cassia Vaca di 28 anni, mamma della bambina. La donna era presente in aula, una delle parti civili. "Era sotto shock, coperta di sangue, non riusciva a dire nulla", ha raccontato il comandante della stazione di Marotta Marco Celentano, che l’ha accompagnata all’ambulanza. Assente in aula Spingardi, per problemi logistici nel trasferimento dal carcere. Potrebbe essere presente in una delle prossime udienze.