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PESARO – Sei mesi di condanna per resistenza a pubblico ufficiale, ma assoluzione dalle accuse di lesioni e manifestazione non autorizzata. Si è concluso così il procedimento giudiziario legato alla protesta del 23 agosto 2021 contro l’allora ministro della Salute Roberto Speranza, arrivato a Pesaro per inaugurare la farmacia comunale Andrea Costa. Tra gli imputati il ristoratore Umberto Carriera, all’epoca esponente di riferimento del movimento IoApro, protagonista delle manifestazioni contro le restrizioni imposte durante la pandemia.

La protesta si era svolta in un periodo segnato dall’emergenza Covid, dalle limitazioni alle attività commerciali e dall’introduzione del green pass. La visita istituzionale del ministro era stata accompagnata da contestazioni e dal lancio di uova contro la sede della farmacia. L’episodio aveva portato a denunce e all’apertura di un procedimento penale.

La sentenza del giudice monocratico ha riguardato Carriera e altri due imputati. Il ristoratore, difeso dall’avvocato Federico Bertuccioli, è stato condannato a sei mesi per resistenza a pubblico ufficiale. La pena è stata sospesa ed è subordinata allo svolgimento di lavori di pubblica utilità per due mesi a favore della T41, una volta che la sentenza sarà definitiva.

Carriera è stato invece assolto dall’accusa di lesioni, relativa a una lombalgia acuta giudicata guaribile in dieci giorni che sarebbe stata riportata da un ispettore di polizia durante i momenti di tensione. Assoluzione anche per l’accusa di partecipazione a una manifestazione non autorizzata, fattispecie che non costituisce più reato. Gli atti relativi a quest’ultima contestazione sono stati trasmessi al prefetto per valutare l’eventuale applicazione di una sanzione amministrativa.

Secondo l’accusa, durante la protesta Carriera avrebbe cercato di raggiungere Speranza superando il cordone delle forze dell’ordine e avrebbe opposto resistenza all’agente che tentava di impedirglielo. La difesa contesta questa ricostruzione e ha già annunciato l’intenzione di impugnare la condanna per resistenza.

L’avvocato Bertuccioli si è detto soddisfatto per l’assoluzione relativa alle lesioni. «Anche il video portato come prova dimostra come Carriera non abbia toccato l’agente, ma nello slancio per bloccare Carriera il poliziotto si sia fatto male da solo», ha dichiarato il legale.

Assolto dall’accusa di manifestazione non autorizzata anche un 35enne, referente del comitato locale Terapie domiciliari, difeso dall’avvocata Pia Perricci. Secondo la contestazione iniziale, l’uomo avrebbe promosso e organizzato la protesta attraverso un canale Telegram.

Per quanto riguarda il lancio di uova e altri oggetti contro la farmacia, il reato è stato dichiarato prescritto per Carriera e per un 48enne di origini campane. Un quarto coinvolto, un 57enne di origini toscane, aveva invece scelto in precedenza l’oblazione, pagando una somma per estinguere il reato contestato.

La vicenda giudiziaria affonda le radici in una delle fasi più controverse dell’emergenza sanitaria, quando le misure adottate dal governo avevano provocato proteste e divisioni. A distanza di oltre cinque anni dai fatti, il procedimento si chiude con esiti differenti per gli imputati, mentre la difesa di Carriera si prepara a contestare in appello la condanna per resistenza a pubblico ufficiale.

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