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È stata ritrovata alla periferia di Pesaro la monovolume utilizzata dalla banda che, nella notte tra venerdì e sabato, ha assaltato la gioielleria Bertuccioli Gold, in Galleria Roma, nel cuore del centro storico. I malviventi avevano utilizzato il veicolo come ariete per abbattere la saracinesca e infrangere la vetrata antisfondamento del negozio, riuscendo poi a portare via una cassaforte con un bottino che supererebbe il mezzo milione di euro.

Secondo la ricostruzione, dopo il colpo i componenti del commando avrebbero abbandonato l’auto e trasferito la cassaforte su un altro mezzo, facendo perdere le proprie tracce. Un’azione rapida e organizzata, compiuta in una zona pedonale del centro storico, all’interno della Ztl e in un’area videosorvegliata.

LE INDAGINI

I carabinieri sono al lavoro per individuare i responsabili. Gli investigatori stanno cercando eventuali tracce lasciate all’interno del veicolo recuperato e stanno esaminando le immagini delle telecamere pubbliche e private, con l’obiettivo di ricostruire gli spostamenti della banda prima e dopo l’assalto.

Al vaglio anche le testimonianze di chi ha assistito alla scena o è stato svegliato dal rumore dell’impatto contro la saracinesca. Secondo alcune segnalazioni, sarebbero state almeno cinque le persone coinvolte: tre avrebbero agito direttamente nella galleria, mentre altre due sarebbero rimaste in attesa su una seconda auto, lungo via Curiel. I malviventi avrebbero agito con il volto coperto e indossando giubbotti antiproiettile.

Gli accertamenti puntano anche a verificare eventuali sopralluoghi effettuati nei giorni precedenti e la presenza di persone che possano aver raccolto informazioni sull’attività commerciale e sui beni custoditi all’interno.

UN BERSAGLIO SCELTO CON CURA

Un elemento importante riguarda la tipologia di attività presa di mira. La Bertuccioli Gold non è una semplice gioielleria: tratta soprattutto oro da investimento, come lingotti e monete, ed è gestita da Claudio Bertuccioli, operatore professionale in oro.

Una specializzazione che potrebbe aver reso l’esercizio particolarmente interessante per la banda, anche in considerazione del valore della merce custodita. Gli investigatori dovranno chiarire se il commando disponesse di informazioni precise sul contenuto della cassaforte e se il colpo sia stato pianificato sulla base di conoscenze specifiche.

L’eventuale presenza di lingotti rappresenta inoltre un aspetto delicato per le indagini. L’oro da investimento è generalmente identificabile attraverso marchi, numeri di serie e certificazioni, elementi che possono aiutare a tracciarlo in caso di furto. Tuttavia, il metallo può anche essere fuso e reimmesso nei circuiti illegali, complicando il lavoro degli investigatori.

La caccia ai responsabili prosegue dunque su più fronti: dall’analisi del veicolo alle immagini delle telecamere, fino alla ricostruzione dei movimenti del commando. L’obiettivo è identificare gli autori di un colpo che, per modalità e valore del bottino, ha scosso il centro di Pesaro.

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