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FABRIANO – Una svolta nel procedimento giudiziario per la morte di Hekuran Cumani, il 23enne di Fabriano ucciso il 18 ottobre scorso con una coltellata al cuore nel parcheggio della facoltà di Matematica dell’Università di Perugia, nei pressi del 110Cafè di via Pascoli. Il giudice per l’udienza preliminare Giorgio Margheri ha escluso l’aggravante dei motivi futili e abietti contestata dalla Procura a Yassin Amri, 22 anni, accusato dell’omicidio.
La decisione è arrivata durante l’udienza preliminare, celebrata a porte chiuse. Il giudice ha invitato il pubblico ministero Gemma Miliani a riformulare il capo d’imputazione, in linea con le disposizioni della riforma Cartabia. La Procura si è adeguata all’indicazione, aprendo così la strada al rito abbreviato per il principale imputato, con la possibilità di beneficiare della riduzione di un terzo della pena in caso di condanna.
Soddisfatto l’avvocato Vincenzo Bochicchio, difensore di Amri, che ha sottolineato come l’esclusione dell’aggravante abbia evitato al proprio assistito il rischio dell’ergastolo. Il giudice ha tuttavia respinto la richiesta della difesa di subordinare il rito abbreviato a una perizia medico-legale per verificare la compatibilità tra le due lame sequestrate e le ferite riportate da Hekuran e dal fratello Samuele. Secondo il gup, gli elementi presenti nel fascicolo sono sufficienti per definire il quadro probatorio.
Respinta anche la richiesta dei legali della famiglia Cumani, Daniele Carmenati e Claudio Alianiello, che avevano sollecitato l’estensione dell’accusa di concorso in omicidio agli altri tre coinvolti nella vicenda: Arianna Agazzi, 21 anni, Abid Mohammed, 19 anni, e Anthony Elia Obinna Nweke, 39 anni. I tre sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di lesioni, minacce e porto abusivo d’arma.
«Prendiamo atto della decisione, attendiamo le motivazioni del giudice e ci riserviamo ogni valutazione in ordine a questo», ha dichiarato l’avvocato Carmenati, che non esclude ulteriori iniziative. Le parti civili hanno avanzato una richiesta di risarcimento pari a un milione di euro.
Il procedimento riprenderà il 18 gennaio, quando è prevista la discussione del rito abbreviato per Amri e saranno affrontate le posizioni degli altri imputati. Per Agazzi, difesa dall’avvocato Franco Libori, è stata avanzata una richiesta di messa alla prova, con parere favorevole del pubblico ministero. Mohammed, assistito dall’avvocato Beatrice Ronchetti, ha invece scelto il patteggiamento; il giovane si trova attualmente agli arresti domiciliari per altri fatti.
Per Nweke, difeso dagli avvocati Michele Morena e Andrea Ulivucci, si profila invece il giudizio ordinario. L’uomo continua a proclamarsi innocente e il gup dovrà decidere sull’eventuale rinvio a giudizio.

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