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ASCOLI - Un uomo, giunto per accompagnare una paziente al Pronto soccorso dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno, ha iniziato a insultare e minacciare il personale di triage durante l’attesa, mentre le sale erano impegnate con casi urgenti. Gli operatori hanno tentato di calmarlo e cercato la guardia giurata, in quel momento impegnata altrove ed è stato quindi necessario chiamare il 112.

Il nuovo episodio di violenza, riferisce il NurSind di Ascoli Piceno, è accaduto domenica scorsa, intorno alle 19. Sul posto sono interevenuti due agenti della Polizia Penitenziaria presenti, poi sono arrivati i Carabinieri: ne è nata una colluttazione che ha richiesto l’azione di quattro agenti e ha portato al sequestro di un coltello all’aggressore. Il bilancio finale conta cinque operatori sanitari e due delle forze dell’ordine costretti a ricorrere alle cure mediche.

Sull’accaduto interviene Maurizio Pelosi, segretario territoriale NurSind di Ascoli Piceno: "esprimiamo la nostra piena e incondizionata solidarietà ai cinque colleghi, che hanno dovuto affrontare insulti e minacce di morte mentre prestavano assistenza. Agli agenti della Polizia Penitenziaria e ai Carabinieri va il nostro più sentito ringraziamento per essere intervenuti con prontezza e determinazione".

Pelosi evidenzia le gravi carenze organizzative dell’Azienda: "Resta una falla precisa: quando il vigilante viene chiamato altrove, il Pronto Soccorso rimane scoperto. Serve una vigilanza dedicata 24 ore su 24. Lo chiediamo da anni. Dopo la storica sentenza sulla violenza del 2017 e un altro episodio a dicembre, la Direzione non può dire di non sapere. Pretendiamo dall’Ast di Ascoli Piceno interventi concreti e tempi certi, a partire dalla postazione della Polizia di Stato h24, videosorveglianza e bodycam". 

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