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SAN BENEDETTO DEL TRONTO Sono trascorsi 17 anni dalla morte di Maurizio Fagone, il marittimo sambenedettese che perse la vita il 12 ottobre 2009 nel naufragio del peschereccio Diana Madre, avvenuto davanti al porto di Giulianova. Aveva 43 anni. Il suo corpo venne ritrovato soltanto alcuni giorni dopo la tragedia, che segnò profondamente la sua famiglia e il mondo della marineria.
Una ricorrenza dolorosa che, negli anni successivi al naufragio, era stata ricordata con iniziative e cerimonie soprattutto a Giulianova, la città davanti alla quale si consumò il dramma. A San Benedetto, poco dopo la morte del marittimo, era stata collocata una targa sul muro del molo Nord del porto, ma la partecipazione della città alle commemorazioni aveva suscitato più volte amarezza tra i familiari.

A distanza di 17 anni, il nome di Maurizio Fagone resta legato a una delle tragedie che hanno segnato la marineria adriatica. Il naufragio del Diana Madre ha lasciato un vuoto nella vita dei suoi cari e il ricordo di una morte avvenuta mentre il mare, luogo di lavoro quotidiano per tanti pescatori, si trasformava in uno scenario drammatico.
Oggi, 12 ottobre, il pensiero torna a quel giorno del 2009 e a un uomo scomparso troppo presto. Una ricorrenza che riporta al centro non soltanto il dolore per la perdita, ma anche il valore della memoria: quella custodita dalla famiglia e quella che una comunità sceglie, o meno, di mantenere viva nel tempo.

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