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CERRETO D’ESI - Durissima presa di posizione dei lavoratori della Electrolux di Cerreto d’Esi che si sono riuniti in assemblea – alla presenza dei sindacati nazionali di categoria - per discutere e votare la proposta della multinazionale su un piano di rigenerazione aziendale che prevede 1.250 esuberi a livello nazionale, di cui 150 nel sito marchigiano.
È stato deciso di fare partire una diffida unitaria, firmata dalle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, esortando la direzione di Electrolux a non delocalizzare ed a non depauperare in alcun modo le attuali produzioni e attività dello stabilimento di Cerreto d’Esi.
La diffida, inviata d’urgenza anche al Ministro Adolfo Urso, vuole impedire che l’azienda porti avanti progetti imminenti e mascherati per spostare fasi di produzione determinanti verso la Polonia che ostacolerebbero il raggiungimento dell’accordo sugli esuberi.
I sindacati chiedono insomma garanzie blindate per bloccare qualsiasi fuga verso l’Est Europa ed il mantenimento della produzione nello stabilimento di Cerreto d’Esi fino a quando non verrà individuato un compratore concreto ed affidabile.
Insomma un vero e proprio terremoto sociale per il territorio del fabrianese, come è stato definito anche dalla sindaca di Fabriano Daniela Ghergo ospite di Un Caffè con, in attesa di ulteriori confronti a livello regionale e nazionale in programma nei prossimi giorni.