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ANCONA - Vertenza Beko, la Regione Marche chiede il rispetto degli accordi e garanzie concrete sul futuro degli stabilimenti di Comunanza e Melano, nel fabrianese.
Dopo l’incontro di ieri (8 ottobre) al Ministero delle Imprese, l’assessore regionale al Lavoro, Tiziano Consoli, richiama l’azienda agli impegni sottoscritti, chiedendo tempi certi e risultati verificabili.

"A 18 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo, il quadro illustrato dall’azienda evidenzia difficoltà di mercato che si ripercuotono direttamente sugli stabilimenti marchigiani, con una contrazione dei volumi produttivi e ritardi negli investimenti programmati. - sottolinea l’assessore - Comprendiamo la complessità dello scenario internazionale e le trasformazioni che interessano il settore degli elettrodomestici, ma riteniamo che proprio in questa fase sia necessario rafforzare, e non ridimensionare, gli impegni industriali assunti.

"In piena sintonia con il presidente Francesco Acquaroli, - ribadisce Consoli - continueremo a seguire con determinazione questa vertenza, riconoscendo il grande impegno che il Governo e il Ministro delle Imprese e del Made in Italy stanno portando avanti anche in sede europea per tutelare la competitività dell’industria italiana". "Proprio alla luce di questo importante lavoro istituzionale, chiediamo all’azienda un’assunzione di responsabilità ancora maggiore. - dice ancora l’assessore - Non possiamo limitarci a prendere atto delle difficoltà: occorre individuare soluzioni concrete, accelerare sugli investimenti e garantire prospettive industriali credibili per i nostri territori".

"Come Regione Marche siamo pronti a fare la nostra parte, accompagnando i processi di innovazione, formazione e riqualificazione professionale, in un confronto costante con il Governo, l’azienda e le organizzazioni sindacali. - conclude - Il nostro obiettivo non è solo gestire la crisi, ma salvaguardare il patrimonio industriale marchigiano e costruire un futuro produttivo solido per i lavoratori e le loro famiglie. Per raggiungerlo, però, è indispensabile che ciascuno faccia fino in fondo la propria parte, a cominciare dall’azienda".

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