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ASCOLI PICENO - In occasione della presentazione alla stampa dei restauri dell’ex complesso di Palazzo Saladini Pilastri, il professor Stefano Papetti, direttore dei Musei Civici di Ascoli Piceno, ha guidato i presenti alla scoperta di un patrimonio straordinario riportato alla luce a tempi record.
Un intervento complesso che ha consentito di recuperare importanti testimonianze storiche e artistiche, restituendo alla città di Ascoli Piceno un luogo dal fascino unico.
"Qui si sono unite una grande competenza tecnica, una straordinaria capacità operativa e la volontà di realizzare il tutto in tempi brevissimi" ha sottolineato il professor Papetti, evidenziando il valore dei ritrovamenti emersi durante i lavori.
"Tra questi - ha aggiunto - spiccano i grandi lavatoi in travertino interrati e visitabili, utilizzati prima dalle monache benedettine e poi dalla famiglia Saladini Pilastri, oltre a decorazioni che erano rimaste a lungo nascoste, come il grande salone affrescato con le storie di Sant’Egidio. I saggi e i restauri hanno inoltre permesso di svelare preziosi affreschi del Duecento e del Quattrocento, affiancati a tracce cinquecentesche, testimoniando oltre cinquecento anni di stratificazione storica".
Particolare attenzione è stata dedicata alla chiesa del complesso, che Papetti ha definito "di estrema bellezza e, insieme alla chiesa del Carmine, l’unica interamente barocca della città". Pensata e realizzata tra Seicento e Settecento, la struttura custodisce le suggestive tele del soffitto firmate da Ludovico Trasi e il maestoso altare maggiore scolpito da Lazzaro Giosaffatti.
"Si tratta di massimi esponenti della pittura e della scultura barocca ad Ascoli Piceno. Un recupero d’eccellenza - ha concluso il prof. Papetti - che unisce rigore scientifico, valore identitario e nuova fruibilità per la comunità.