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Telefonate, pedinamenti, minacce e in un caso una richiesta di denaro da 20mila euro. Sono quattro le persone arrestate dai carabinieri tra Sant’Omero, Martinsicuro e Porto d’Ascoli, nell’ambito di distinte indagini coordinate dalla Procura di Teramo.


A Sant’Omero i carabinieri della Stazione di Nereto hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, nei confronti di un uomo del posto, ritenuto presunto responsabile di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. La donna si era rivolta ai militari dopo la fine della relazione, raccontando di telefonate insistenti, pedinamenti e comportamenti vessatori che, secondo l’accusa, sarebbero culminati anche in un’aggressione fisica.


Sempre a Sant’Omero, un cittadino extracomunitario residente in zona è stato invece trasferito in carcere con l’accusa di atti persecutori ed estorsione. Le indagini dei carabinieri di Alba Adriatica avrebbero ricostruito una serie di episodi ai danni del fratello e della cognata. In particolare, il congiunto sarebbe stato minacciato più volte, anche di morte, fino a essere costretto, secondo l’accusa, a effettuare un bonifico di circa 20mila euro.


A Porto d’Ascoli i carabinieri hanno arrestato un uomo già sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa e al divieto di dimora a Martinsicuro. Le misure erano state disposte dopo una denuncia per presunti atti persecutori presentata da una donna residente nello stesso palazzo. Le numerose violazioni segnalate dai carabinieri di Martinsicuro hanno portato al nuovo provvedimento cautelare. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Marino del Tronto.


Infine, a Martinsicuro, un cittadino straniero è stato arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione. Dovrà scontare 3 anni e 6 mesi per una condanna relativa a tentata rapina aggravata, lesioni personali aggravate e detenzione abusiva di armi, reati commessi nel 2017. È stato trasferito nel carcere di Teramo.

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