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Il Consiglio dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto ha approvato all’unanimità il recesso dal Consorzio Universitario Piceno (CUP), con decorrenza dal primo gennaio 2028. Una decisione definita sofferta, ma maturata dopo un’analisi della situazione e delle prospettive dell’università nel territorio.
L’uscita rappresenta l’approdo di un percorso iniziato nel 2018, quando l’Unione aveva già votato per lasciare il Consorzio. Quella decisione era stata successivamente sospesa nella prospettiva di un ampliamento della compagine sociale che, secondo quanto riferito dall’ente, non si è però concretizzato. Nel frattempo, la base associativa del CUP si è progressivamente ridotta, con diverse uscite e nessuna nuova adesione.
Alla base della scelta ci sono anche le difficoltà legate agli impegni economici sostenuti dai soci. L’Unione (presieduta da Mauro Bochiccio, nella foto) sottolinea come tali oneri siano diventati sempre più difficili da sostenere e ritiene che il sistema universitario piceno stia attraversando una fase di particolare sofferenza nel panorama marchigiano.
Di fronte alla possibilità di proseguire nell’attuale assetto o aumentare ulteriormente il proprio impegno, l’Unione ha quindi scelto il recesso, richiamando anche le risultanze concrete e prendendo le distanze dagli scenari di sviluppo delineati dallo studio della Luiss Business School. L’auspicio espresso è che la decisione possa aprire una riflessione tra i soci principali del Consorzio e favorire un modello ritenuto più flessibile e sostenibile per il territorio.
Il recesso non comporterà comunque un’interruzione immediata degli impegni. L’Unione ha infatti assicurato che onorerà gli obblighi economico-finanziari previsti fino al 2030, così da accompagnare la transizione e garantire continuità ai servizi.
Nel comunicare la decisione, l’ente ha infine rivolto gli auguri di buon lavoro alla presidente del CUP, Roberta Faraotti, auspicando che il periodo da qui al 2028 possa essere utilizzato per valutare le iniziative intraprese e individuare nuove strategie per il rilancio dell’università nel Piceno. L’Unione non esclude, in presenza di un concreto cambio di rotta, la possibilità di un futuro ripensamento.