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ASCOLI - Un fulmine a ciel sereno scuote Porta Romana. Luigi De Santis ha rassegnato le dimissioni da caposestiere, chiudendo con effetto immediato la propria esperienza alla guida del sestiere rossoazzurro. Una decisione arrivata a sorpresa e affidata a una lettera nella quale De Santis spiega le ragioni di una scelta maturata dopo settimane di tensioni e tentativi di ricucire le divisioni interne.
De Santis, rieletto nel 2024 per il suo secondo mandato, ha comunicato al comitato di sestiere le proprie dimissioni definendole “irrevocabili e immediate”. Nella lettera racconta di aver cercato fino all’ultimo una soluzione che potesse evitare la contrapposizione tra le diverse anime del sestiere. “Ho provato in tutti i modi a evitare che si creassero due opposizioni, sia prima delle votazioni, sia durante, ma anche fino ad oggi”, scrive. Un tentativo che lo aveva portato, all’inizio di settembre, a incontrare Stefano Volponi, indicato come capolista dell’opposizione, il rettore Pierluigi Torquati e il console Luigi Tulli. L’obiettivo, spiega De Santis, era “cercare di andare tutti uniti nella stessa direzione”.
Ma, a distanza di un mese, “ad oggi non vedo intenzioni concrete in tal senso”. Parole che fotografano un clima interno evidentemente complesso. De Santis rivendica il lavoro svolto durante il suo mandato e sottolinea di aver sempre messo al primo posto il bene di Porta Romana, anche accettando compromessi. “Purtroppo, però, mi rendo conto che non tutti condividono lo stesso spirito di squadra e che, talvolta, prevalgono visioni individuali o priorità personali rispetto all’interesse generale del sestiere”, scrive. Da qui la decisione di fare un passo indietro. “Personalmente, credo che ciò che conta sia la dignità di ognuno di noi e sono arrivato a un punto in cui non posso più sottostare a determinate condizioni”, afferma De Santis. E aggiunge: “So bene ciò che vorrei e potrei fare, ma finché ricopro questo ruolo mi sento le mani legate. Pertanto, scelgo di farmi da parte”.
Nella lettera trova spazio anche la vicenda dell’ex cavaliere Emanuele Capriotti, per anni al fianco di Lorenzo Melosso, figura che De Santis definisce “importantissima” per il sestiere. “Ho accettato, mio malgrado, l’allontanamento di Emanuele Capriotti”, scrive, contestando il fatto che la sua esperienza e le sue conoscenze possano essere messe “a disposizione di altri ragazzi al di fuori del sestiere di Porta Romana” (indiscrezioni lo danno vicino a Davide Dimarti della Piazzarola, ndr). Una situazione che, sottolinea, “non posso accettare”. De Santis definisce inoltre “vergognoso” l’atteggiamento riservato a Capriotti negli ultimi due anni.
Ora si apre una nuova fase per Porta Romana. Nel giro di qualche giorno il vice caposestiere Valeria Marozzi convocherà un’assemblea, nella quale saranno chiarite le modalità del passaggio di consegne e il percorso da seguire per individuare la nuova guida. Si valuterà l’eventuale presenza di liste e, successivamente, saranno indette nuove elezioni entro un mese dall’assemblea.