Condividi:

SENIGALLIA – Nonostante sia ormai chiarissima l’intenzione di fare partire al più presto i lavori di ricostruzione di Ponte Garibaldi, danneggiato e demolito dopo l’alluvione del 15 settembre 2022, prosegue la battaglia giudiziaria contro il progetto di ricostruzione dell’opera.
Dopo che nelle scorse settimane il Tar Marche ha rigettato la richiesta di sospensione del procedimento (sentenza n. 680 del 19 maggio 2026), le associazioni Italia Nostra, Gruppo Società Ambiente e Confluenze hanno presentato appello al Consiglio di Stato chiedendo la sospensione urgente della pronuncia di primo grado e l’annullamento di tutti gli atti esecutivi.
Secondo gli ambientalisti, la sospensione dell’iter non comprometterebbe la sicurezza della città, legata prioritariamente alle vasche di laminazione a monte, mentre la nuova struttura risulterebbe troppo costosa e impattante per il contesto storico settecentesco.
Il commissario straordinario alla ricostruzione post-alluvione, Stefano Babini, ha nel frattempo confermato l’imminente avvio dei cantieri per la demolizione del manufatto esistente della Federcaccia e la perimetrazione dell’area.
Tra le motivazioni del ricorso, la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica, il mancato passaggio in Consiglio comunale per la variante al Prg, l’assenza di studi sulla viabilità e l’omessa Valutazione Ambientale Strategica (Vas), le criticità legate al nuovo Piano di Assetto Idrogeologico (Pai). 

Tutti gli articoli