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ASCOLI PICENO – La Ciclovia del Tronto compie un altro passo verso l’entroterra. È in fase di realizzazione il nuovo tratto di 6,9 chilometri che dal cimitero di Borgo Solestà raggiungerà la frazione di Mozzano, proseguendo il progetto per la creazione di un collegamento ciclabile continuo lungo la vallata.
L’intervento, finanziato nell’ambito del POC Marche 2014-2020 – Asse 8, punta soprattutto al recupero e alla messa in sicurezza della viabilità comunale già esistente, adattandola alla mobilità ciclabile.
Il cosiddetto tratto C prevede una serie di lavori distribuiti lungo l’intero percorso. Nei punti maggiormente deteriorati sarà rifatta completamente la sovrastruttura stradale, mentre particolare attenzione sarà dedicata ai cinque ponti presenti: quattro saranno interessati da interventi strutturali e sul quinto verranno installati nuovi parapetti.
Il progetto comprende inoltre nuove barriere di sicurezza nei tratti maggiormente esposti, il ripristino del sistema per lo smaltimento delle acque meteoriche e interventi di pulizia della vegetazione.
«Con questo intervento continuiamo a investire con convinzione sulla mobilità sostenibile nel nostro territorio – sottolinea il sindaco Marco Fioravanti –. La Ciclovia del Tronto non è solo un’opera infrastrutturale, ma un progetto che unisce la montagna al mare attraverso percorsi sicuri e accessibili a tutti. È un investimento sulla qualità della vita dei nostri cittadini e su un modo diverso, più sostenibile, di vivere e vedere il territorio».
Sulla stessa linea l’assessore ai Lavori pubblici Marco Cardinelli, che definisce il nuovo tratto «un ulteriore tassello» della rete ciclabile. «Con interventi mirati, che mettono in sicurezza le strade esistenti e le rendono fruibili anche per la mobilità dolce – spiega – proseguiamo nel percorso di creazione della Ciclovia del Tronto, volto a creare un collegamento ciclabile continuo lungo tutta la vallata».
L’obiettivo finale è dunque quello di costruire progressivamente un itinerario capace di attraversare il territorio seguendo l’asse del Tronto, mettendo in connessione l’area montana con quella costiera e offrendo un’alternativa alla mobilità tradizionale.