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Restano gravi, ma stazionarie, le condizioni della bambina di tre anni che mercoledì sera ha rischiato di soffocare dopo che un acino d’uva le ha ostruito le vie respiratorie. La piccola è ricoverata nella Rianimazione pediatrica dell’ospedale Salesi di Ancona, dove la prognosi rimane riservata.
A fare il punto è l’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche. La bambina è attualmente sottoposta a sedazione farmacologica e ventilazione meccanica, mentre proseguono il monitoraggio intensivo e tutti gli accertamenti clinici e strumentali necessari.
Il dramma si è consumato poco dopo le 19 del 23 settembre, nei pressi dell’Arco Clementino di Jesi, mentre erano in corso le Fiere di San Settimio. Secondo quanto ricostruito, la bambina avrebbe ingerito un acino d’uva appena acquistato dalla famiglia a una bancarella. Il frutto avrebbe provocato una grave ostruzione delle vie aeree, fino all’arresto cardiocircolatorio.
Immediata la richiesta di soccorso. In quel momento l’automedica non era disponibile a Jesi e l’ambulanza infermieristica risultava impegnata fuori città per un altro codice rosso. Sul posto è arrivata in pochi minuti un’ambulanza della Croce Rossa. Decisivo anche l’intervento di un medico fuori servizio che si trovava casualmente nella zona e che ha iniziato le prime manovre di emergenza.
Da Torrette è stato quindi fatto decollare l’elisoccorso Icaro con a bordo un medico rianimatore. Nel frattempo la bambina è stata trasferita all’ospedale Carlo Urbani. L’acino è stato rimosso in ospedale e alla piccola sono state garantite la ventilazione e la ripresa dell’attività cardiaca, prima del successivo trasferimento al Salesi. L’episodio ha riacceso a Jesi anche il dibattito sulla carenza di medici del 118 e sui turni delle automediche.