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ROMA – A scuola il volto dovrà restare scoperto e riconoscibile. E per chi non rispetterà il divieto potranno scattare multe fino a mille euro. È una delle misure contenute nella bozza del decreto scuola all’esame del Consiglio dei ministri, convocato per questo pomeriggio. Il provvedimento interviene, tra le altre cose, sull’utilizzo di burqa e niqab negli istituti scolastici.
Secondo quanto previsto dalla bozza, non sarà consentito partecipare con il volto coperto alle attività curriculari ed extracurriculari organizzate dalle scuole e neppure agli appuntamenti previsti nell’ambito dei rapporti tra scuola e famiglia. Il principio indicato nel testo è quello di rendere sempre possibile il riconoscimento della persona. Resterebbero escluse dal divieto specifiche esigenze legate a motivi sanitari o di sicurezza.
La novità riguarderebbe dunque non soltanto gli studenti durante le lezioni, ma più in generale chi partecipa alle attività scolastiche e agli incontri tra istituti e famiglie.
Sul fronte delle sanzioni, la bozza prevede una multa amministrativa compresa tra 200 e 1.000 euro. Nel caso in cui la violazione venga commessa da un minorenne, la sanzione sarebbe applicata al genitore.
La misura arriva nell’ambito di un decreto più ampio dedicato alla scuola, che comprende anche interventi sull’integrazione degli studenti stranieri. Nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara aveva anticipato l’intenzione del governo di introdurre il divieto di burqa e niqab negli istituti scolastici.
Il testo è però ancora una bozza sottoposta all’esame del Consiglio dei ministri e potrà quindi essere modificato prima dell’approvazione definitiva. Sul tema esiste inoltre un precedente giurisprudenziale: nel 2008 il Consiglio di Stato stabilì, in relazione alla normativa generale sul riconoscimento nei luoghi pubblici, che il velo integrale indossato per motivi religiosi può costituire un “giustificato motivo”, fermo restando l’obbligo di consentire l’identificazione quando richiesto dalle autorità.