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ASCOLI PICENO – Niente consumo di frutta e verdura coltivate nella zona interessata dall’incendio e fino a cinque chilometri di distanza. È una delle principali misure precauzionali adottate dal sindaco di Ascoli Piceno dopo il rogo che lo scorso 17 settembre ha coinvolto un deposito di materiali per imbianchini in via Adriatico.

L’ordinanza introduce una serie di prescrizioni rivolte alla popolazione e a chi possiede o alleva animali nell’area individuata dal provvedimento.

Oltre allo stop al consumo dei prodotti ortofrutticoli coltivati ed esposti nella zona, è stato disposto il divieto di pascolo per gli animali da reddito. Gli animali da cortile dovranno invece essere mantenuti in stabulazione chiusa, evitando quindi che possano entrare in contatto con terreni o alimenti potenzialmente interessati dalle ricadute del rogo.

Il provvedimento riguarda anche gli animali di bassa corte, tra cui polli, galline e conigli destinati all’autoconsumo, per i quali è vietato il razzolamento. Per la loro alimentazione potranno essere utilizzati esclusivamente prodotti che non siano stati esposti nell’area interessata dall’incendio.

Precauzioni anche per le uova prodotte negli allevamenti rurali presenti all’interno del perimetro indicato dall’ordinanza. Ne viene vietato il consumo, sia direttamente da parte dei proprietari sia attraverso la cessione ad altre persone.

Le disposizioni arrivano a distanza di alcuni giorni dall’incendio del deposito di via Adriatico e hanno carattere precauzionale, con l’obiettivo di tutelare la popolazione e gli animali presenti nella zona.

Le limitazioni resteranno in vigore secondo quanto stabilito dall’ordinanza sindacale. Fino a nuove disposizioni, dunque, nell’area compresa nel raggio di cinque chilometri dal luogo del rogo restano in vigore le prescrizioni su ortaggi, allevamenti, pascolo e uova.

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