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La crisi idrica nel territorio di Pesaro-Urbino non è ancora terminata, ma arrivano segnali incoraggianti. È quanto emerso dalla riunione del comitato convocato per fare il punto sull’emergenza, alla quale hanno partecipato la Provincia, la Protezione civile, l’Aato, i gestori del servizio idrico e i sindaci del territorio.
Secondo le indicazioni dei tecnici regionali, la fase di emergenza dovrebbe proseguire almeno fino a mercoledì prossimo. Nel frattempo, però, i livelli delle riserve stanno mostrando un andamento positivo, anche grazie alle precipitazioni degli ultimi giorni.
A confermarlo è il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino e sindaco di Cagli, Alberto Alessandri: «Abbiamo dati positivi sull’invaso del Furlo e sul pozzo di San Lazzaro, che stanno crescendo. Le piogge di questi due giorni hanno dato una bella mano».
Per questo motivo è stato deciso di mantenere ancora attivi i pozzi messi a disposizione durante la fase più critica, così da consolidare le riserve in vista del mese di settembre. Tra le opzioni resta anche il pozzo del Burano, considerato uno degli strumenti da utilizzare proprio nelle situazioni di emergenza.
«Tra una settimana avremo un altro comitato – ha spiegato Alessandri – e speriamo che per allora tutto sia tornato alla normalità. Oggi stiamo ancora gestendo un’emergenza, ma rispetto alla settimana scorsa la situazione è molto più positiva».
Sul caso specifico di Pesaro, infine, il presidente della Provincia ha chiarito che i problemi registrati non sarebbero legati a una reale carenza della risorsa, quanto piuttosto a guasti e rotture degli impianti. Una situazione che, secondo Alessandri, rende necessario intervenire sulla rete e rivedere infrastrutture considerate strategiche per il territorio.