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Il Medioevo lascia Castignano e il borgo torna lentamente alla normalità dopo cinque serate vissute tra spettacoli, musica, colori e atmosfere d’altri tempi. Cala il sipario sulla 35ª edizione di Templaria Festival, ancora una volta capace di richiamare migliaia di visitatori nel centro storico del paese. Le presenze sono rimaste in linea con quelle degli anni precedenti, confermando il forte legame costruito negli anni con il pubblico e la capacità della manifestazione di conquistare anche nuovi visitatori.
A tracciare il bilancio è il presidente della Pro Loco, Eros Iacoponi, che parla di un’edizione caratterizzata soprattutto da una crescita sul piano qualitativo. Sono stati circa cento gli spettacoli proposti nelle cinque serate, con un programma capace di alternare trampoli, danza, giocoleria, musica, teatro e cantastorie. Un viaggio nella storia completato dalle taverne, dalle ambientazioni e dalle numerose ricostruzioni di scene di vita medievale che hanno trasformato il borgo in un autentico palcoscenico a cielo aperto.
«Templaria è ormai un vero mini-mondo medievale – sottolinea Iacoponi – nato dalle semplici cene del 1990 in piazza San Pietro e cresciuto fino a diventare un appuntamento capace di promuovere ancora oggi Castignano e tutto il territorio Piceno». Un percorso lungo 35 edizioni nel quale spettacolo e cultura hanno continuato a camminare insieme, senza rinunciare all’attenzione per la ricerca storica.
Particolarmente significativo il tema scelto quest’anno, «Franciscus. Humilitas in lumine», dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco e al suo incontro con il sultano al-Malik al-Kamil durante la Quinta Crociata. Un episodio storico diventato occasione per parlare di dialogo, ascolto e diplomazia, utilizzando la vicenda di Francesco come chiave di lettura di un presente ancora attraversato da guerre, conflitti e divisioni.
Il successo della manifestazione, però, non si misura soltanto nei numeri. Dietro le quinte di Templaria c’è una comunità intera che ogni anno si mobilita per accogliere migliaia di persone e rendere possibile la trasformazione del paese. Per questo, al termine della 35ª edizione, Iacoponi rivolge un ringraziamento alla comunità castignanese, definita «perno centrale e imprescindibile» del festival, alle associazioni cittadine e ai volontari della Pro Loco.
Ora le luci si spengono, le taverne chiudono e le strade del borgo tornano alla quotidianità. Ma l’appuntamento è già fissato: Castignano tornerà a vestirsi di Medioevo per una nuova edizione di Templaria Festival.