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Un pennarello, o più probabilmente della vernice spray, per cancellare dal cartello due simboli. È successo a Jesi, dove ignoti hanno danneggiato la segnaletica dei nuovi bagni pubblici allestiti nel chiostro di Sant’Agostino.
A essere presi di mira sono stati in particolare il simbolo che identifica i servizi accessibili alle persone con disabilità e quello utilizzato per indicare l’assenza di distinzione di genere.
A rendere noto l’episodio è stato il sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo, attraverso un post sui social corredato dalla fotografia del cartello danneggiato.
Il primo cittadino parla apertamente di un gesto che non può essere liquidato come una semplice ragazzata e ricorda come non sia la prima volta che la segnaletica cittadina viene presa di mira.
Un episodio simile, racconta Fiordelmondo, si era verificato durante la campagna comunale per la sicurezza stradale “Vai piano”. In quell’occasione era stata cancellata un’altra figura presente sui manifesti, che qualcuno aveva interpretato come una donna con il burqa.
Per il sindaco, dunque, dietro questi episodi non ci sarebbe soltanto una bravata, ma un atteggiamento che colpisce simboli legati all’inclusione, alla sicurezza e alla convivenza civile.
Il Comune annuncia di non voler abbassare la guardia. L’episodio del chiostro di Sant’Agostino diventa così anche un richiamo al rispetto dei beni pubblici e dei messaggi che rappresentano inclusione e accessibilità. Perché quei simboli possono essere cancellati con una bomboletta, ma – sottolinea il sindaco – «le battaglie di civiltà e cultura non si cancellano a colpi di pennarello».