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TERAMO - Si registra a Teramo il primo caso umano in Abruzzo di infezione da virus West Nile, o febbre del Nilo, del 2026. Il paziente è un uomo di 85 anni, attualmente ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Mazzini dopo aver accusato febbre e dolori osteoarticolari. Le sue condizioni sono buone e la sintomatologia è in rapida risoluzione.
A seguito della conferma del contagio, il Servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica (Siesp) ha immediatamente avviato l’indagine epidemiologica. L’obiettivo è ricostruire gli spostamenti del paziente per individuare il luogo di esposizione alla zanzara ’Culex pipiens’ e predisporre le necessarie operazioni di disinfestazione in accordo con le autorità competenti.
I vertici sanitari rassicurano la popolazione: nell’80% dei casi l’infezione risulta asintomatica e solo in meno dell’1% dei pazienti (soprattutto fragili o anziani) può degenerare in forme gravi.Il sistema di sorveglianza provinciale, in stretta sinergia con il Servizio veterinario e l’Istituto Zooprofilattico Caporale di Teramo, continua a monitorare attivamente la situazione sul territorio. È stato infine già attivato uno specifico protocollo ospedaliero multidisciplinare per garantire la massima prontezza clinica nella gestione di eventuali nuovi casi. La Asl raccomanda caldamente a tutti i cittadini l’adozione di misure preventive basilari: utilizzare repellenti cutanei, indossare abiti chiari e a maniche lunghe nelle ore serali, installare zanzariere ed eliminare rigorosamente qualsiasi ristagno d’acqua domestico.