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POLVERIGI - Una delle due educatrici agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sui presunti maltrattamenti aggravati e sull’abbandono di minori in una scuola dell’infanzia si è autosospesa dal servizio. La decisione è stata formalizzata durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari, nel quale l’indagata si è avvalsa della facoltà di non rispondere, ed è stata comunicata anche alla direzione dell’istituto.

Contestualmente, la difesa ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari, sostenendo che l’autosospensione elimina il rischio di reiterazione del reato, elemento alla base della misura cautelare. La seconda educatrice, invece, non ha adottato lo stesso provvedimento, anche perché la scuola ha concluso le attività estive e riaprirà a settembre.

Le due insegnanti erano state poste ai domiciliari il 22 luglio nell’ambito dell’indagine condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura. Secondo l’accusa, avrebbero messo in atto comportamenti di violenza fisica e psicologica nei confronti di almeno sei bambini tra i 3 e i 5 anni affidati alla loro classe. Nel frattempo, i difensori hanno ricevuto il materiale investigativo composto da registrazioni audio e riprese video effettuate durante il periodo di osservazione all’interno della scuola. Si tratta di documentazione ritenuta rilevante dagli inquirenti e che richiederà diversi giorni di analisi. Solo dopo averla esaminata, le difese valuteranno se chiedere un nuovo interrogatorio per rispondere alle contestazioni.

Tra gli episodi contestati figurano bambini lasciati sotto il sole senza cappellino, punizioni con l’obbligo di restare scalzi, isolamento in bagno, strattonamenti, prese per il collo o per le orecchie, spinte e getti d’acqua usati per ottenere obbedienza. Accuse che saranno oggetto delle prossime fasi del procedimento e che dovranno essere accertate nel corso dell’iter giudiziario.

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