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FARINDOLA - A quasi dieci anni dalla tragedia di Rigopiano si apre un nuovo capitolo sul piano civile. L’Inail ha avviato l’azione per ottenere il rimborso di 2.734.104 euro, pari alle prestazioni economiche erogate negli ultimi nove anni ai familiari di undici lavoratori morti e a un dipendente rimasto ferito nella valanga che il 18 gennaio 2017 travolse e distrusse l’hotel di Farindola.
L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha notificato la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell’Interno, alla Regione Abruzzo, alla Provincia di Pescara e al Comune di Farindola, invitando le amministrazioni coinvolte a una soluzione bonaria prima di ricorrere al tribunale. L’iniziativa riguarda esclusivamente le somme anticipate dall’Inail a titolo di indennizzi e prestazioni previdenziali in favore degli aventi diritto.
Attraverso l’azione di rivalsa, l’Istituto punta a recuperare quanto versato, ritenendo che la responsabilità economica debba ricadere sugli enti chiamati in causa. La cifra richiesta supera i 2,7 milioni di euro e rappresenta il totale delle prestazioni corrisposte dal 2017 a oggi per gli undici dipendenti del resort deceduti e per il lavoratore sopravvissuto con lesioni. La tragedia di Rigopiano provocò complessivamente 29 vittime. Oltre agli undici lavoratori dell’albergo, persero la vita diciotto ospiti presenti nella struttura, situata a circa 1.200 metri di quota sul massiccio del Gran Sasso. Ora, a distanza di quasi un decennio dal disastro, la vicenda torna al centro dell’attenzione con una nuova richiesta di risarcimento che potrebbe aprire un ulteriore contenzioso davanti al giudice civile.