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CERRETO D’ESI - Sciopero e corteo all’ingresso della rotatoria di Fabriano Est dei dipendenti dello stabilimento di Cerreto D’Esi (Ancona) della Electrolux. Il sito produttivo che, secondo il Piano della multinazionale svedese, dovrebbe essere chiuso, generando 170 esuberi diretti.
L’iniziativa di protesta odierna, partita alle 9 e conclusasi dopo circa un’ora per poi poter rientrare in fabbrica intorno alle 12, è per ribadire il secco "no" all’ipotesi, in vista dell’incontro in plenaria di domani al ministero delle Imprese e del Made in Italy previsto a Roma per le 10.
Un summit al quale, oltre al management aziendale e ai rappresentanti dei sindacati di categoria di Fim-Fiom-Uilm nazionali e territoriali, parteciperanno anche il ministro Urso e le istituzioni a partire dai presidenti delle Regioni, Marche comprese, dove sono presenti stabilimenti della Electrolux, oltre che ai sindaci dei Comuni interessati e non solo.
Si tratta con ogni probabilità dell’ultimo summit ministeriale prima della pausa estiva convocato per fare il punto a seguito dei tre incontri del tavolo tecnico svoltisi sempre al Mimit nelle scorse settimane e che hanno fatto registrare timidi passi in avanti nella trattativa, ma non sufficienti, come hanno ribadito le parti sociali, soprattutto per lo stabilimento di Cerreto che, come ufficializzato dai rappresentanti della Electrolux, non si sono individuate soluzioni alternative alla chiusura, nonostante le abbiano cercate.
"Vertenza Electrolux Cerreto non si chiude, Cerreto non si vende, la fabbrica si difende. Lavoratrici e lavoratori in lotta per difendere il proprio futuro e quello dell’industria di tutto il Paese", il testo del volantino distribuito questa mattina durante lo sciopero e il corteo che ha provocato rallentamenti

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