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I numeri degli infortuni sul lavoro nelle Marche tornano a far suonare un campanello d’allarme. Nei primi cinque mesi dell’anno le denunce presentate all’Inail sono state 7.085, con un aumento del 2,74% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un quadro che, secondo gli esperti, conferma la necessità di rafforzare la cultura della prevenzione, soprattutto nei cantieri e nelle aree interessate dalla ricostruzione post sisma. A evidenziarlo è Guido Bianchini, ex presidente del Cocopro Inail di Ascoli Piceno, che richiama l’attenzione anche sul recente grave infortunio avvenuto ad Arquata del Tronto, definendolo non un episodio isolato ma il segnale di criticità diffuse nel settore.
La provincia di Ascoli Piceno registra 888 denunce di infortunio, con un incremento del 4,72%, superiore alla media regionale. Particolarmente delicata la situazione dell’edilizia, dove le denunce restano stabili a quota 584, un dato che continua a essere considerato elevato per un comparto tra i più esposti ai rischi.
Restano invece sette le denunce di infortunio mortale nelle Marche, lo stesso numero registrato nello scorso anno. Oltre il 70% dei decessi è avvenuto durante l’attività lavorativa e il settore delle costruzioni rappresenta da solo un terzo dei casi registrati nell’industria e nei servizi. In forte crescita anche le malattie professionali. Le denunce sono aumentate del 19,2% a livello regionale, raggiungendo quota 4.053. Nel Piceno l’incremento è ancora più marcato, con 508 casi e un aumento del 22,1%, dovuto soprattutto alle patologie osteomuscolari legate all’usura fisica.
Bianchini sottolinea la necessità di intensificare i controlli nei cantieri, investire nella formazione dei lavoratori e applicare con maggiore rigore le innovazioni previste in materia di sicurezza, ribadendo che la tutela della salute sui luoghi di lavoro deve restare una priorità.