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FANO - Il feretro arriva sul sagrato, si leva un applauso spontaneo. Domenica all’alba il tragico incidente stradale costato la vita a Edoardo Vispi, 27 anni. I compagni di squadra del Tre Ponti calcio a 5 attendono la salma ai lati della chiesa di Santa Maria Goretti. Visibilmente commosso è il sindaco Luca Serfilippi. Gli amici prendono la bara in spalla e lo accompagnano sotto l’altare, per l’ultimo saluto. In prima fila i parenti, straziati dal dolore. La chiesa è gremita. "Un ragazzo che parlava al cuore di tutti", lo ricorda il vescovo di Fano Andrea Andreozzi nell’omelia. "Edoardo ci chiede di guardare alla vita, così come lui ha fatto con i suoi occhi, la sua gioia, il suo carico di entusiasmo, l’amicizia offerta a tutti voi", un altro passaggio del vescovo. La chiesa è gremita. Non può contenere tutti. In tani seguono le esequie all’esterno. Fuori vengono allestiti dei gazebo. Ci sono le foto che ritraggono Edoardo nei momenti felici. Il compleanno dei 22 anni insieme alla famiglia. Un momento spensierato davanti a un calice di vino. Sorridente, sulle spalle di un amico. E uno striscione, divertiti anche da lassù come solo tu sai fare. !Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore". Monsignor Andreozzi riprende i versi della Leva calcistica del 68 di Francesco De Gregori. Un calciatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia. "Queste parole - dice - ci aiutano a capire che vinciamo con la forza dell’amore, della vita che ci è stata donata". Lo avete fatto capitano - dice il vescovo rivolgendosi agli amici della squadra, ma anche tutti coloro che lo conoscevano e gli volevano bene - Tutti noi lo riconosciamo come un capitano, come una guida, che ancora ci chiede di salire in alto, sulla strada della santità, della virtù e dell’amore.