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Di seguito la nota stampa della Yuasa Battery Grottazzolina.
Ogni estate porta con sé volti nuovi, ambizioni, sogni e scommesse. Ma ci sono storie che riescono immediatamente a catturare l’attenzione perché raccontano qualcosa che va oltre il semplice completamento di un roster. La Yuasa Battery Grottazzolina completa il reparto dei centrali per la stagione 2026/2027 con l’innesto di Stefano Michelini, classe 2009, uno dei profili più giovani dell’intero panorama nazionale che si affaccerà alla prossima Serie A2. Una scelta che guarda al presente ma soprattutto al futuro, nel pieno rispetto di una filosofia che negli anni ha sempre caratterizzato il percorso del club: costruire, valorizzare e avere il coraggio di credere nei giovani.
Per Stefano si tratta di un salto enorme, non soltanto per il livello della categoria, ma per tutto ciò che questa opportunità rappresenta. Un passaggio che arriva dopo un percorso vissuto lontano dai riflettori ma costruito con curiosità, entusiasmo e tanta voglia di imparare. Perché la sua storia non nasce da aspettative precoci o da programmi già scritti. “Ho iniziato a giocare a pallavolo per provare una nuova esperienza e mi è piaciuta fin da subito”. Una frase semplice, quasi disarmante nella sua spontaneità. Eppure dentro c’è molto di quello che spesso accomuna i percorsi più belli: nessuna ricerca ossessiva del risultato, soltanto il desiderio di mettersi in gioco.
Michelini è cresciuto sportivamente nella Nova Volley Loreto, realtà nella quale ha costruito le basi del proprio percorso e vissuto le sue prime stagioni di formazione: “Ho giocato fino alla scorsa stagione a Loreto e questa stagione che sta per iniziare per me rappresenta un grande passo in avanti”.
Ed è difficile trovare parole più efficaci per descrivere quello che sta per accadere. Perché tra il mondo delle giovanili e quello di una prima squadra di Serie A c’è un universo fatto di ritmo, intensità, attenzione al dettaglio, professionalità e responsabilità. Una dimensione completamente nuova che Stefano si prepara ad affrontare con entusiasmo e con quella leggerezza positiva che spesso accompagna chi si trova davanti alla prima grande occasione. E poi c’è il dettaglio che rende questa storia ancora più speciale, perché tutto è iniziato come spesso si vede nei film che parlano di sport: “un provino”, qualche allenamento, l’occasione di mettersi alla prova. Nessuna promessa. Solo campo.
Allenamento dopo allenamento, il giovane centrale ha avuto modo di confrontarsi con coach Ortenzi e con lo staff tecnico della prima squadra, entrando progressivamente in contatto con una realtà completamente nuova da quella conosciuta fino a quel momento. E l’impatto è stato immediato: “Ho fatto diversi allenamenti con coach Ortenzi e il suo staff e l’ambiente mi è piaciuto fin da subito”. Poi è arrivato il momento che ogni ragazzo sogna: “Quando il coach mi ha dato l’opportunità di entrare a far parte del roster della Serie A ho provato un’emozione indescrivibile. Sono davvero onorato di avere questa opportunità”.
Parole che restituiscono perfettamente il senso di quello che rappresenta questa chiamata: non un traguardo, ma un punto di partenza. Perché ad aspettarlo ci sarà un campionato lungo e competitivo come la Serie A2, ma ci saranno soprattutto compagni di reparto che hanno scritto pagine importanti della pallavolo. E tra questi c’è un nome che non ha bisogno di presentazioni: Dragan Stankovic.
Per un centrale nato nel 2009, poter condividere allenamenti e spogliatoio con uno dei migliori interpreti al mondo del ruolo di centrale della storia del volley è qualcosa che va ben oltre il semplice aspetto tecnico. E Stefano lo sa bene: “Avere l’opportunità di giocare fianco a fianco con grandi giocatori come Dragan Stankovic è qualcosa di incredibile. Cercherò di imparare il più possibile da tutti e non sprecherò questa occasione che la vita mi ha regalato così presto”. Parole che raccontano già un approccio maturo: ascoltare, osservare, assorbire. Senza fretta.
E anche sugli obiettivi il suo pensiero è quello di chi arriva con rispetto e grande disponibilità. “Credo sia giusto che siano società e staff tecnico a fissare gli obiettivi di squadra. Personalmente posso solo assicurare che ci metterò il massimo impegno e mi renderò sempre utile ogni qual volta mi verrà chiesto o ce ne sarà bisogno”.
È probabilmente questa la parte più bella della sua storia: nessuna dichiarazione roboante, nessuna corsa ad anticipare i tempi. Solo un ragazzo di diciassette anni che si affaccia al mondo dei grandi con entusiasmo, riconoscenza e voglia di lavorare. Con una certezza: le grandi storie non iniziano sempre con un piano perfetto. A volte iniziano semplicemente con qualcuno che ti dà una possibilità, e con il coraggio di provare a prendersela.