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ACQUALAGNA. Federica Pambianchi chiede aiuto alla premier Giorgia Meloni. La mamma di Riccardo Branchini ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio per sollecitare da parte del Governo un intervento per lo svuotamento della diga del Furlo. "Da oltre venti mesi vivo un dolore che non riesco più a contenere, né a raccontare fino in fondo - scrive - È un dolore che non mi lascia mai, che mi accompagna ogni ora del giorno e della notte, che mi toglie il sonno, il respiro e ogni forma di pace. È un dolore che nessuna madre dovrebbe mai essere costretta a conoscere". Federica nella missiva ricostruisce la vicenda della scomparsa del figlio 20enne, avvenuta il 13 ottobre 2024. Il ritrovamento dell’auto davanti alla centrale idroelettrica della diga con dentro i suoi effetti personali. Le ricerche, senza esito. L’indagine della procura di Urbino per istigazione al suicidio, che ora va verso l’archiviazione. Poi il cuore della lettera, con la richiesta di aiuto alla premier per arrivare allo svuotamento della diga. "Da oltre venti mesi chiedo una verifica approfondita presso la Diga del Furlo, luogo del ritrovamento dell’auto di mio figlio, senza avere una risposta definitiva", ricorda Federica. Il resto è storia recente. Il via libera della Regione allo svuotamento dell’invaso, il piano proposto dal gestore Enel, il richiamo della Provincia al rispetto delle prescrizioni sullo svuotamento della diga alla velocità di un metro al giorno, per tutelare la fauna ittica. Il parere negativo dell’ente di via Gramsci, tutto si blocca, i tempi del decreto scaduti. Tutto questo, mentre, come ricorda Pambianchi, proprio in queste settimane è in corso lo svuotamento della diga di Fiastra. "Perchè da noi ci sono problemi di siccità, e da loro no? " si chiede. Poi torna sulla diga: "Forse Riccardo è lì. Forse non lo è. Ma finché non avrò una risposta certa, non potrò avere pace. Non potrò smettere di cercarlo". "Da madre a madre, le chiedo aiuto", l’appello finale a Meloni. La raccolta firme su change.org per lo svuotamento della diga procede. Sono state superare le 4500 sottoscrizioni. Nelle ultime settimane, la mamma di Riccardo ha ritrovato nei boschi intorno all’invaso del Furlo, un paio di boxer. Secondo Pambianchi modello e taglia potrebbero corrispondere. Ha consegnato l’indumento ai carabinieri di Acqualagna. E chiede che venga svolto un esame del Dna. La trasmissione Chi l’ha Visto è tornata ad occuparsi dei numerosi tubi in plastica che, durante l’alluvione di metà settembre 2022, si vedono scorrere a ridosso dell’invaso. Oltre all’inquinamento ambientale, le immagini, per la mamma di Riccardo, dimostrano che in situazioni di emergenza la diga si può svuotare.