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Momenti di forte tensione istituzionale e sindacale nelle Marche, dove circa cinquanta lavoratori dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi hanno preso parte alla seduta odierna del Consiglio regionale. La mobilitazione arriva dopo l’annuncio del piano di esuberi da parte della multinazionale svedese, che ha acceso l’allarme sul futuro del sito produttivo, considerato a rischio chiusura.

La presenza dei lavoratori nell’aula consiliare ha accompagnato la discussione di un’iniziativa politica condivisa da più forze: una mozione sottoscritta in maniera bipartisan e finalizzata a chiedere il ritiro del piano industriale presentato dall’azienda. La decisione è maturata durante la riunione dei capigruppo che ha preceduto i lavori d’aula, trasformando l’originaria proposta di ordine del giorno in una mozione ufficiale destinata alla discussione in Consiglio.

L’obiettivo del documento è impegnare la Regione e tutte le istituzioni competenti a intervenire presso la multinazionale affinché venga ritirato il piano di esuberi e avviato un confronto senza pregiudiziali sul futuro produttivo dello stabilimento. Una posizione che riflette la preoccupazione diffusa sul territorio per le possibili ricadute occupazionali e industriali.

Dura la posizione dei rappresentanti sindacali presenti, che chiedono di aprire un tavolo di confronto privo di condizioni considerate penalizzanti per i lavoratori. “La mozione è a supporto delle posizioni unitarie e sindacali di ritiro del piano industriale per impegnare governo e istituzioni a fare tutto ciò che è possibile affinché questo avvenga” ha dichiarato il referente Fiom per il distretto fabrianese, sottolineando la necessità di un dialogo senza la prospettiva di licenziamenti o delocalizzazioni.

I sindacati chiedono inoltre che il confronto con l’azienda prosegua senza la “minaccia” di trasferimento delle produzioni e con l’obiettivo di individuare soluzioni alternative agli esuberi annunciati.

Sul fronte istituzionale, l’attenzione è ora rivolta al tavolo convocato al Ministero previsto per il 15 giugno, che rappresenta un passaggio cruciale nella vertenza. In quella sede, lavoratori e rappresentanze sindacali auspicano che Electrolux possa rivedere il proprio piano industriale, accogliendo le richieste avanzate a livello locale e nazionale per garantire la continuità produttiva e occupazionale del sito di Cerreto d’Esi.

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