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ANCONA - Una donna di 41 anni, residente ad Ancona ma di origine nigeriana, ha testimoniato oggi davanti al collegio penale del Tribunale dorico, presieduto dal giudice Roberto Evangelisti. Ospite di una struttura protetta con i due figli minorenni, è parte civile con l’avvocato Laura Catena nel processo a carico del marito, suo connazionale e coetaneo, accusato di maltrattamenti aggravati in famiglia e violenza sessuale.
La 41enne ha ricostruito in aula gli anni dal 2020 al giugno 2024. Ha riferito di difficoltà economiche, con mancato sostegno ai figli. "Per crescerli ho dovuto chiedere l’elemosina", ha raccontato la vittima. Secondo la sua versione l’uomo non contribuiva alle spese familiari e i soldi venivano destinati ai parenti in Africa. Per questo, come ha detto la moglie, è arrivata a chiedere aiuto a una zia e a fare l’elemosina pur di comprare libri e beni necessari ai bambini. Per i libri di scuola ha raccontato anche di aver venduto dei gioielli personali.
La 41enne ha riferito inoltre di episodi di aggressione fisica e di due abusi sessuali avvenuti nel corso degli anni. Le percosse sarebbero avvenute anche davanti ai figli. Ha ricordato in particolare il 30 giugno 2024, quando l’uomo le avrebbe portato via i bambini senza permesso mentre lei era uscita di casa. Da lì la denuncia alla squadra mobile che ha fatto partire l’indagine. L’udienza è stata aggiornata al 27 febbraio per il proseguo dell’istruttoria. L’imputato è difeso da un legale di fiducia e ha sempre negato i fatti.